Affitto

03.02.2016 07:29

Il primo ad averci pensato fu Ignazio Marino. Poi sappiamo come è finita. Adesso a mettere mano dentro l’ennesimo esempio di cattiva gestione della cosa pubblica è il commissario straordinario di Roma Francesco Paolo Tronca che ha deciso di compiere accertamenti su tutto il patrimonio immobiliare del comune. Se la scelta di assoluto buon senso fosse stata fatta da un’azienda privata non sarebbe diventata notizia, ma se a farlo è un’amministrazione pubblica lo diventa eccome mettendo a nudo anni e anni di menefreghismo. Se l’affermazione pare eccessivamente forte non lo è più di fronte ai primi dati emersi dopo un primo giro di ricognizione. Così, come si Roma fosse il paese dei Bengodi, si è scoperto che buona parte del patrimonio immobile della città è letteralmente regalato con affitti che vanno dai 10 ai 25 euro. Al giorno? E no signori, al mese anche quando l’immobile si affaccia sui Fori Imperiali o sul Colosseo! A questo scandalo, l’ennesimo, c’è da aggiungere che c’è anche chi – non indigente – non paga i servizi relativi all’alloggio che occupa praticamente gratis da decine di anni. Di chi è la colpa di questo ladrocinio autorizzato? Naturalmente dei marziani che sono soliti planare sulla terra, con una forte predilezione per l’Italia, e di combinarne di tutti i colori. Perché se i colpevoli non fossero i marziani sarebbe troppo facile andare a prendere per il bavero della giacca quei funzionari del municipio che hanno fatto come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.  Per il momento ci dobbiamo accontentare della solita formulazione burocratica: “Sono in corso accertamenti per l’individuazione dei dirigenti che si sono succeduti nella gestione del patrimonio e che hanno stipulato i contratti ovvero hanno omesso l’aggiornamento dei canoni di locazione, le eventuali azioni in corso volte a recuperare la disponibilità dei beni in capo alla Amministrazione”. Accertamenti che – per l’individuazione -  richiedono al massimo 10 minuti, visto ch ei dirigenti responsabili del settore saranno al massimo 4 o 5 e non di più. Ma la burocrazia a i suoi tempi e il la cosa pubblica non ha mai i tempi di un’azienda privata che se fosse gestita con così tanta sagacia andrebbe a ramengo in un battito di ciglia.  Invece a ramengo la parte pubblica non va, perché a pagare sono gli (a volte) ignari cittadini trattati alla strega di un bancomat dal quale attingere per coprire le proprie negligenze.  Il lavoro incominciato dal commissario porterà a casa qualcosa di concreto?  Ho i miei dubbi. Perché il timore è che il data base con nomi e cognomi dei fortunati inquilini unito a quello dei funzionari dormienti finirà in qualche dossier vicino a quelli preparati da Giulio Cesare, Emanuele Francesco Maria Ruspoli e papa Pio IX… tanto per dire.

 

 


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