Analogie

14.01.2016 07:42

La legge Fornero è come uno stupro”: parole e musica (funebre) di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord ed europarlamentare. Durante un dibattito televisivo, uno dei pochi ai quali partecipa il fu Lumbard, si parlava dei fatti di Colonia e delle molestie subite da molte donne la notte di capodanno. Vista la delicatezza dell’argomento il clima del dibattito era tranquillo, ragionato, senza urla come spesso avviene. Tutto questo fino all’avvento di Salvini in collegamento esterno con la trasmissione “L’aria che tira” della bravissima Myrta Merlino. In merito alla notte di follia tedesca Salvini con il consueto mezzo sorriso stampato sul volto, riproponendo un vecchio cavallo di battaglia leghista ha tuonato: “Se dipendesse da mele centinaia di schifosi che hanno aggredito e violentato decine di donne in Germania la notte di Capodanno, oltre all'arresto subirebbero una bella castrazione chimica. Erano immigrati? Non mi stupisce, ma non cambia niente. Tocchi una donna o un bambino? Zac! E non lo fai più!”. Ognuno la pensi come vuole. Ma se questo non bastava ecco arrivare la frase sulla Fornero e sullo stupro che ne sarebbe equivalente. Sostanzialmente il fu campione a “Il pranzo è servito” ha sostenuto che il surplus di lavoro imposto alle lavoratrici dalla legge varata dal Governo Monti rappresenta per le donne una "violenza" che è da considerarsi alla stessa stregua di uno stupro. Pur con tutta la buona volontà e con la mente libera da pregiudizi politici trovare una analogia con il (vergognoso) aumento dell’età pensionabile per le donne e lo stupro è cosa che non mi riesce. Una persona normalmente intelligente mai avrebbe fatto un accostamento del genere ridicolizzando il danno e il trauma indelebili che vivono le donne vittime di abusi. Personalmente mi sento di sottoscrivere la replica della senatrice Laura Fasiolo del Pd che riportiamo per intero: “E' intollerabile che un segretario di un possa essere così sgradevole nei confronti delle donne. Si può essere contrari su una riforma ed esprimere il proprio dissenso fa parte del gioco democratico. Ma cadere così in basso, paragonando la riforma Fornero a uno stupro è l'ennesima e inutile provocazione che non possiamo più tollerare. Salvini dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne che sono strumentalizzate dalla sua volgare battuta solo per ottenere un po' di visibilità. Queste espressioni danno la misura della qualità di una certa politica". La politica a volte è davvero una cosa squallida e troppo spesso e lasciata in mano a personaggetti buoni per l’avanspettacolo. Ce ne faremo una ragione, ma il troppo tacere e a volte il ridere di fronte a battutacce da taverna di porto, non fa un buon servizio né alle donne, né ai veri valori del vivere civile, né ai rispetto delle regole democratiche. Che poi queste cose raccolgano consenso, è tutto un programma. È sempre la solita storia: se al presente il tempo non è bello, il futuro fa presagire tempesta.


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