Buffone

19.10.2015 07:11

Prima di essere travolto dagli applausi della platea il presidente del Consiglio si becca del buffone a più riprese. È successo al Teatro nuovo Giovanni da Udine  poco dopo l’inizio del suo intervento all’incontro “100 città” il tour che Matteo Renzi porta in giro per i teatri d’Italia. Come ha reagito il presidente del Consiglio? Da consumato attore. Ha atteso un attimo, ha gigioneggiato sorridendo e aspettando che i contestatori continuassero e poi serafico ha detto loro: “Vi do un consiglio tecnico avreste potuto aspettare che avessi finito di parlare”. Invece evidentemente i contestatori che dicono essere aderenti a varie sigle autonomiste “friulaniste” lo hanno omaggiato dell’epiteto sulla fiducia. Poi ovviamente sono stati allontanati dalla sicurezza e le luci del palcoscenico sono tornate a splendere tutte per il più consumato attore che calca la scena politica italiana. In questo campo Matteo Renzi è un grande. Inarrivabile per chiunque, compreso per chi ha fatto della comunicazione e della (pseudo) simpatica la ragione sociale della propria comunicazione politica. Mettiamoci il cuore in pace: Renzi sa fiutare il vento come pochi e difficilmente va in difficoltà nella comunicazione. Anzi: se lo insultano lui gode. È un po’ come quando la minoranza del Pd fa le barricate e lui li lascia giocherellare un po’ nel loro brodo e poi li riporta all’ovile con una manciata di fieno in mano. Il problema di tutto questo è che Matteo Renzi non è un attore anche se spesso recita a soggetto, ma è il presidente del Consiglio della settima potenza mondiale. Nulla pare turbarlo, ma qui conta soprattutto la debolezza degli avversari in campo. Con il tutto il rispetto se la fronda del Pd è in mano a Pierluigi Bersani o a Massimo D’Alema ogni loro uscita è un invito a nozze per il primo ministro. Anche fuori dal Pd non è che abbondino i cuor di leone. Può fargli ombra l’anziano signore di Arcore? Certo che no. Così come neppure Matteo Salvini che avrà quadruplicato i voti della Lega ma non sarà mai in grado di far ombra a Renzi seppure tutti e due arrivino dalla stessa scuola Mediaset, ovvero i quiz del Biscione: il gallico dal “Pranzo è servito” il Putto dalla “Ruota della fortuna” dove entrambi non se la sono cavata tanto male. Gli unici che forse potrebbero dargli filo da torcere sono i 5Stelle, ma al momento sono troppo presi dal capire cosa fare da grandi seppure la premiata ditta Casaleggio&Grillo assicuri che “sono pronti per governare”. Di questo né è convinto anche il nostro attore da Nobel tant’è che Renzi sta studiando una modifica all’Italicum che prevede il premio alla coalizione e non più al partito com’è adesso. In quel caso addio al più che probabile ballottaggio con i 5Stelle. Perché sul palco l’ex sindaco di Firenze si muove alla grande, ma è più bravo ancora nel dietro le quinte. Facendosi lui le leggi vuoi che sia così sprovveduto da non sapere che è meglio non rischiare uno scontro con l’anticasta? No, no, va bene gigioneggiare sul palco, ma il copione non prevede sbavature di sorta. Solo applausi convinti che prima o poi saranno inseriti in Costituzione.


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