Cibo

28.05.2015 05:59

Dalla vicina Francia giunge la notizia di una buona legge che ci auguriamo trovi accoglienza anche in Italia. L'Assemblea Nazionale Francese, infatti, ha approvato una legge che di fatto istituisce il reato di spreco alimentare per i supermercati sopra i 400 metri quadri. Una norma di civiltà che dovrebbe porre fine a qual vergognoso modo di fare che hanno i supermercati nel rapportarsi con l’invenduto che finisce il giorno stesso della scadenza in rifiuto. In Francia le pene per i trasgressori sono piuttosto severe: fino a 2 anni di carcere. Il buttato soprattutto in relazione alla grande e media distribuzione non è piccola cosa, ma si tratta di valanghe di prodotto che in realtà è ancora più che commestibile. Ci sono statistiche della Fao che dicono che il 35% del cibo finisce direttamente nella spazzatura il che tradotto in soldoni – e lasciando da parte l’aspetto etico – si tratta pur sempre di centinaia e centinaia di miliardi di euro ogni anno. Non è necessario scomodare i massimi sistemi e la fame nel mondo (che pure grida vendetta) per accorgersi che il mondo gira al contrario. Basta andare a fine mercato di un qualsiasi paese per vedere gente più che dignitosa intenta a rovistare tra gli scarti per portarsi a casa qualcosa da mangiare. Una vergogna immensa, quindi, vedere i cassoni dell’immondizia pieni di cibo e di pane ogni giorno. Il primo ad augurarsi che la norma francese trovi accoglienza in Italia è stato Carlin Petrini, il papà di Slow Food che chiede espressamente che l’Italia segua l’esempio dei cugini d’Oltralpe. Non solo, Petrini  mette a fuoco il problema partendo dalla vita di tutti i giorni: “Il vero nocciolo del problema è la realizzazione di programmi di educazione nelle scuole primarie. Insegnare ai bambini, fin dalla tenera età, che il cibo va rispettato al pari del lavoro di chi lo ha prodotto e che sprecarlo reca un danno non solo economico, ma anche e soprattutto in termini di risorse finite che sono state utilizzate per realizzarlo (acqua, suolo fertile, energia) è un passo senza il quale non possiamo pensare a un futuro diverso”. Noi Italiani che siamo sempre piuttosto esterofili a partire dai nostri politici che citano l’estero ogni volta che conviene loro, sapremo e sapranno fare in modo che anche da noi si metta fine a questa vergogna?  Si tratta di un bel sogno, quindi perché rinunciarci?


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