Coerenza

11.03.2015 06:40

La Camera ha approvato il ddl Boschi con il voto contrario di Forza Italia, delle altre opposizioni e l’assenza dall’Aula dei deputati 5Stelle. La minoranza del Pd, dopo tanto abbaiare alla luna e minacciare fuoco, fulmini e saette alla fine ha votato sì. Ma subito dopo il voto favorevole l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani ha lanciato l’ennesimo proclama sotto forma del classico penultimatum : “E’ l’ultima volta che voto sì. Ora si modifichi l’Italicum, altrimenti il mio voto sarà no”. Tutto secondo copione. Anche un gruppetto di deputati di Forza Italia ha sentito il dovere di fare un distinguo, naturalmente dopo aver votato all’opposto dei loro convincimenti. Il gruppetto capitanato da Denis Verdini, l’anello di congiunzione tra Arcore e Firenze nel patto del Nazareno, in una lettera ha specificato: “Con grande disagio e dissenso, votiamo no alle riforme, ma solo per affetto verso Berlusconi: le riforme non sono mostruose”. Ci sarebbe da ridere se solo non ci fosse di che vergognarsi: la minoranza del Pd voleva votare no ed ha votato sì, il gruppo di FI voleva votare sì ed ha votato no. Un vero inno alla coerenza. E pensare che il ddl Boschi non si occupava di emerite quisquilie, ma apportava modifiche importanti alla Costituzione, proprio quella Costituzione che all’articolo Uno ricorda che “La sovranità appartiene al popolo” e non alle segreterie di partito né alla mozione degli affetti nei confronti del proprio leader. Invece, a vedere le dichiarazioni poc’anzi ricordate, pare che in questa come in altre occasioni la sovranità non sia stata data al popolo ma ai militanti di partito. Adesso prepariamoci al secondo round: la riforma elettorale. La minoranza del Pd lancerà l’ennesimo penultimatum, farà un po’ di manfrina e poi passerà in qualche modo all’incasso. Forza Italia, dopo aver concordato la riforma in ogni più piccolo dettaglio attraverso il patto del Nazareno,  voterà contro non appena avrà realizzato che il suo voto sarà ininfluente e così potrà fare bella figura con la Lega e con ciò che resta del suo popolo. E così di coerenza in coerenza, il nuovo assetto Costituzionale sarà figlio dei no che dovevano essere sì e dei sì che dovevano essere no. Un assetto piuttosto ibrido e spurio proprio come le idee che paiono essere poche, ambigue e naturalmente da adattare alla bisogna.


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