Coppie

22.07.2015 07:39

E adesso che la Corte europea dei diritti umani hanno condannato l’Italia per la violazione per il mancato riconoscimento delle unioni omosessuali cosa farà l’Italia? In sostanza la Corte ha stablito che “le coppie omosessuali hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. C’è quindi un vuoto normativo da colmare”. Stando al premier Matteo Renzi e alla ministra Maria Elena Boschi, la prima del team magico che ha parlato “entro l’anno ci sarà una legge”. Solo quattro giorni fa il premier era stato categorico: “Chiuderemo entro l’anno la legge perché la questione dei diritti civili deve essere risolta una volta per tutte”. Certo adesso di fronte al pronunciamento dei giudici di Strasburgo l’Italia dovrà darsi una mossa. C’è da credere alle parole del premier e del governo italiano? Conoscendo i pregressi qualche dubbio rimane. Tanto per fare un esempio anche la sentenza della Corte Costituzionale che il 30 aprile aveva bocciato il blocco degli assegni previdenziali deciso dal governo Monti è stata formalmente rispettata. Provate però a chiedere ai pensionati in che modo. Tolto dieci, rimborsato uno. Però il coro dei plaudenti a dire: “Visto, abbiamo rispettatola sentenza”. Nel caso del riconoscimento delle unioni omosessuali la questione è molto più seria e si scontra con la cultura dell’Italia che è parecchio particolare rispetto al resto dell’Europa. La domanda quindi è questa: sarà capace un Paese come l’Italia, falsamente moralista e ostentatamente bigotto, il paese dei vizi privati e delle pubbliche virtù, un Paese spesso ipocrita e sordo, il Paese del colpo al cerchio e uno alla botte darsi una vera legge che metta fine a quella discriminazione vergognosa che impedisce a due persone che hanno scoperto di amarsi di avere gli stessi diritti delle coppie eterosessuali? Si tratta di riconoscere a due che vogliono stare insieme gli stessi diritti civili peraltro previsti dalla Costituzione. L’impedire, per esempio, o fortemente limitare il subentro nel contratto d’affitto, l’assistenza in ospedale, il mantenimento temporaneo dell’ex partner in difficoltà, e la possibilità di regolare i rapporti patrimoniali di fronte a un notaio è da nazione civile? L’Italia dovrebbe darsi un testo che – senza se e senza ma - equipara le unioni civili al matrimonio, un testo dove le coppie sono definite “famiglie” e basta. A parere di chi scrive l’unico no, deve essere riservato – ma sono consapevole che il dibattito è ampio, e le motivazioni sono difficili da trascrivere in poche righe – va detto di fronte alla richiesta di adozioni. Non è necessario essere d’accordo su tutto. Ma il giorno che l’Itala si darà per davvero una legge che rispetta appieno il dettato della Corte Europea saremo un po’ meno ipocriti e forse lasceremo ad altri – ammesso che ce ne siano -  l’uso e l’ostentazione della doppia morale. Vedremo se questo governo ricco di parole e promesse saprà dare sostanza vera e non interpretabile ad un elementare diritto civile.


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