Diluvio

06.05.2015 05:57

Essendo donna Agnese Landini in Renzi, la first lady d’Italia un’insegnante, il di lei consorte di fronte alle decine di migliaia di persone che sono scese in piazza in tutta Italia per protestare contro la riforma della scuola voluta del governo, non ha ceduto alla voglia di alzare le spalle o di sparare una battutaccia delle sue come fece di fronte allo sciopero generale del dicembre 2014. L’unico messaggio arrivato dal premier impegnato in Trentino Alto Adige come segretario del Pd è stato: “Oggi ci sono tante persone che protestano per la scuola, noi ascoltiamo le proteste, è giusto condividere e parlare, entrare nel merito. Ma per la prima volta questo governo stanzia 3 miliardi di euro nella scuola. Sono pochi? E quelli di prima quanti erano?» La filosofia di ogni intervento del primo ministro che ormai si considera come la manna caduta dal cielo è sempre la stessa: prima di me il buio, après moi le déluge! Quindi, forse, ribadiamo il forse, nonostante il buio e il diluvio qualche minima istanza degli insegnanti verrà accolta, ma sappiamo già in partenza che si tratterà di quisquilie. Se il premier è stato soft grazie a donna Agnese (che naturalmente non ha aderito allo sciopero) un po’ meno lo è stata la ministra Stefania Giannini che ha liquidato lo sciopero come “politico e senza presupposti” nonché figlio di “strategie elettorali” . Può essere che Matteo Renzi la richiami all’ordine come già fatto in passato, ma se questi sono i presupposti per “ascoltare le istanze di chi protesta” c’è poco da stare sereni. Già, insegnanti, state sereni. Il che è tutto un programma. Mentre un governo che governa e che non impone dovrebbe essere attento anche alle piazze, senza naturalmente cedere di fronte alle prepotenze e alle difese corporative che non sono state presenti né possono essere addebitate alla manifestazione di ieri. Un po’ di umiltà gioverebbe a tutti. Perché se la scuola è il pilastro della società e fucina di insegnamento di vita, non può essere lasciata alla mercé di chi scambia la scuola per i locali dentro cui si tengono le lezioni che peraltro sono spesso fatiscenti. Altrimenti, sarà davvero il diluvio.


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