Dracula

05.04.2015 06:10

A leggerla così tutta di un fiato potrebbe essere scambiata per la sceneggiatura di un film comico. Diciamo un cinepanettone. Dell’orrore, però. Oppure, visto il mese, per una di quelle burle che intasano il web il primo aprile. Invece la notizia e vera, e c’è poco da ridere. La sostanza è questa: i terremotati dell’Aquila dovranno restituire i soldi ottenuti come risarcimento per le vittime del sisma che il sei aprile del 2009 distrusse il capoluogo abruzzese. I parenti delle 309 vittime in questi giorni hanno ricevuto un documento a firma del capo della Protezione civile Franco Gabrielli (oggi ex, perché nominato Prefetto a Roma) con il quale, senza perifrasi e con il solito tono ultimativo che usa lo Stato quando chiede soldi, ha intimato la restituzione della somma ricevuta come  provvisionale, decisa dal giudice dopo la condanna in primo grado dei sette membri della commissione Grandi Rischi. L’assoluzione in Appello della commissione ha fatto sì che lo Stato chiedesse indietro quanto versato come provvisionale. Ovviamente lo Stato grassatore, non ha voluto nemmeno attendere di conoscere quale sarà il prossimo verdetto della Cassazione alla quale hanno fatto ricorso i famigliari delle vittime. Quindi adesso si chiede i soldi indietro, poi se la Cassazione ribalterà la sentenza i soldi dovrebbero ritornare ai beneficiari. Se non fosse tragica, ci sarebbe da ridere. Una vicenda da far impallidire le cosiddette repubbliche delle banane. Un minimo di buon senso avrebbe consigliato di attendere la conclusione dei processi. Invece, magari nel rispetto delle norme, è stata messa in scena questa vergogna. Sappiamo bene che in diritto la “provvisionale” è una somma di denaro che il giudice liquida a favore della parte danneggiata come anticipo di quanto gli spetterà definitivamente. Ma che senso ha elargirla per poi chiederla indietro? Forse giova ricordare che dietro ogni provvisionale c’è una vittima. Una storia e un dramma. Tutto questo ha il sapore di una burla. Una schifosissima burla. Roba da stalking. Oppure, davvero, da repubblica delle banane. Teniamo conto che il sei aprile saranno passati sei anni dal sisma. L’Aquila ricorderà le vittime del terremoto, e siccome a disgrazia si aggiunge disgrazia lo Stato che pure sarà presente alla commemorazione in giacca e cravatta, ha già mandato avanti un suo degno rappresentante: il conte Dracula.

 

 

 

 


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