Dubbio

26.04.2015 07:00

Il primo ministro Matteo Renzi è molto combattuto. È indeciso e pieno di dubbi. E per un decisionista come lui essere indeciso equivale ad un dramma. Dicevamo: è indeciso se essere più minaccioso o sprezzate. Per non sbagliare un giorno è minaccioso e l’altro sprezzate, poi il terzo giorno non potendo resuscitare secondo le Scritture è tutte e due le cose. Nei giorni in cui minaccia dice: “Se l’Italicum non passa, il governo cade”. Non c’è stato bisogno di aggiungere: se cade il governo si torna al voto, per provocare una strizza tremenda in una buona parte di deputati peones presenti in parlamento. Non ha potuto fare accenno al voto perché è di competenza del Presidente della Repubblica, o forse perché teme che anche Sergio Mattarella voglia seguire l’esempio del suo predecessore, cioè seguire la strada che ha portato Renzi a Palazzo Chigi decidendo di cercare un’alleanza in Parlamento senza passare per il voto. Anche se è assai improbabile gli esempi recenti (Monti - Letta – Renzi) non mancano. Sul crinale sprezzante è invece la sparata contro due suoi predecessori: Romano Prodi e Enrico Letta. I due ex presidenti del Consiglio hanno osato criticare alcune scelte del governo e così il premier li ha liquidati: “Hanno due libri in uscita, rispetto le necessità di promozione editoriale, vanno capiti”. Il che è come dire: per fare promozione ai libri, attaccano il governo. Matteo Renzi, da buon toscano, non difetta di battuta. È svelto, burlesco, non teme gli scazzi delle persone tirate in ballo. È un tipo tosto. Ma essendo anche presidente del Consiglio e non un “Lupetto” degli scout se ogni tanto provasse a soffocare la verve comica e pungente che lo contraddistingue non sarebbe male. Nessuno rimpiange i cerimoniali della Prima Repubblica in cui l’imperativo era “dire, non dire, ma soprattutto arzigogolare” tanto caro ai vecchi democristiani (i maestri del giovin Renzi), ma un po’ di misura questo sì. Messo all’angolo Silvio Berlusconi - il più grande raccontatore di barzellette dopo Gino Bramieri – dobbiamo proprio farci rappresentare da un battutaro che è un misto tra Leonardo Pieraccioni e Massimo Ceccherini? Al limite, se proprio vuole divertirsi, Matteo si concentri un po’ di più sulle minacce e lasci perdere di fare l’irriverente.


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