Fame

05.06.2015 07:07

Se qualcuno cominciava a percepire il rischio di finire in crisi d’astinenza perché da qualche settimana ormai non si avvertiva lo straccio di uno scandalo legato a mazzette e corruzione si tranquillizzi. Dopo Mose, Expo, partite truccate e soprattutto mafia capitale chi ti arriva? Ma il secondo round dei quella inchiesta denominata “Mondo di Mezzo” che poi è sempre la mafia capitale di un paio di mesi orsono. Come si conviene all’alba le manette sono scattate ai polsi di 44 personaggi con accuse leggerine del tipo associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni e trasferimento fraudolento di valori, il tutto condito naturalmente dall'aggravante delle modalità mafiose. Dentro questa rappresentativa rosa è tutto un potpourri di politici di destra e di sinistra, affaristi, mafiosetti e mafiosoni. Quindi uno scandalo come si deve, almeno nella sua linea teorica di partenza. Dietro i reati contestai agli arrestati e agli altri indagati a piede libero c’è tutto un mondo legato principalmente al business dei migranti, ossia quella massa di disperati che scampati alla furia del mare dopo aver lasciato luoghi tragici e violenze di ogni tipo sono finiti inconsapevolmente per rappresentare un vero business e fonte di guadagno illecito per certi personaggi, naturalmente a spese dello Stato. Pur di non lasciarsi scappare il business non si badava a spese: mazzette una tantum, stipendi mensili, acquisti di case e assunzioni di parenti e amici nelle cooperative – sostengono le indagini - di Salvatore Buzzi e gestite all'ombra di Massimo Carminati, i due principali artefici, sempre secondo gli inquirenti, del gioco redditizio. In questa seconda tranche di mafia capitale a fare la parte del leone – si fa per dire – sono i politici a partire da alcuni consiglieri comunali per salire fino alla Regione tutti bene inseriti nell’oliata macchina crea soldi. Ogni volta che pensiamo di aver visto il peggio, arriva qualcosa di peggio. È un crescendo vergognoso di cui si fatica ad intravedere la fine. Perché  le pene, quando arrivano, sono poco più di buffetti sulle gote. Chi ha il potere di fare leggi chiare è spesso affaccendato in altre faccende e si gode la gloria utilizzando la politica come palcoscenico e gli italiani come spettatori. Se fossimo a teatro o al cinema avremo la certezza che finito lo spettacolo calerebbe il sipario, invece nella realtà quando cala un sipario se ne alza subito un altro. Perché la fame è tanta e non è quella dei migranti.


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