Favola

03.04.2015 07:05

I giornali hanno dato la notizia con una certa enfasi: Regionali, c'è l'accordo Lega-Fi. D’accordo, si tratta di una notizia, ma la stessa era sostanzialmente una cosa scontata. Pur nella piccolezza di questo spazio (La Nota), senza fatica alcuna e senza essere dei fini intenditori delle cose della politica lo avevamo già scritto il 2 marzo che sarebbe andato a finire così. Quindi, secondo copione, Forza Italia sosterrà il presidente uscente Luca Zaia in Veneto e la Lega sosterrà l'europarlamentare Giovanni Toti in Liguria per far posto al quale la Lega ha fatto fare dietro-front al proprio candidato Edoardo Rixi, dopo averlo ufficialmente presentato. Ma di fronte al nome di Giovanni Toti, ex direttore del Tg4, consulente politico di Silvio Berlusconi, uno che è convinto che Novi Ligure sia in Liguria, che altro poteva fare la Lega se non cedere il passo? L’uomo giusto al posto giusto, diciamo. Nell’accordo è finita naturalmente anche la Campania dove contrariamente a quando era stato annunciato con la famosa calata a Napoli del gallico Matteo Salvini la Lega non presenterà candidati. Naturalmente Salvini, da navigato politico e novello prestigiatore, ha subito veicolato l’arguzia della Grande Strategia appena sottoscritta: “Se gli alleati ci chiedono di fare un passo indietro per vincere, lo facciamo. E' un accordo per vincere nel Veneto e per giocarsela uniti in Liguria”. I militanti, soprattutto quelli della Lega che sono “usi ad obbedir tacendo”, stando a quanto si legge sui social network, questa volta pare non abbiamo gradito molto il nuovo abbraccio tra la Lega e la sbertucciata Forza Italia. Qualcuno è arrivato a scrivere: “Il pesce azzurro puzza dalla testa”. Ma tant’è. Poi, naturalmente, si adegueranno e poseranno la matita per mettere la fatidica croce esattamente nel posto in cui altri hanno stabilito per loro. Non è questa un’esclusiva di Forza Italia e Lega, ma è un po’ l’andamento generale. Lo stesso andamento che porta ad eleggere – per esempio – sindaci o amministratori transitati sotto le bandiere di ogni partito dell’arco costituzionali. Leviamo quindi in alto i calici al ritrovato matrimonio (d’interesse) tra Azzurri e Padani. Perché sappiamo bene che il  ritrovarsi rimane sempre una magia, ma la vera favola è saperla raccontare bene.


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