Geni

25.10.2015 07:10

La vicenda del pagamento del canone Rai in bolletta sta diventando una telenovela di almeno 500 puntate. Attori e protagonisti principali: governo e burocratici. L’Unico punto ferma sembra essere la volontà di farlo pagare in bolletta, tutto il resto è ballerino più del Dadaumpa delle gemelle Kessler. Dunque vediamo. Si era detto che il canone si sarebbe pagato in sei rate bimestrali, che poi sono diventate due e infine notizia di ieri una sola. Lo prevede, al momento, l’ultima bozza partorita da quei genialoidi dei ministeri che se ne stanno occupando: “Nei 2016 il canone Rai è addebitato sulla prima fattura relativa alla fornitura di energia elettrica successiva alla data di scadenza per il pagamento del canone”. Ok, ma chi lo pagherà? Prima era scritto che sarebbero stati chiamati a pagare anche i possessori di pc, tablet o smartphon, poi la capriola e il contrordine compagni: paga solo chi ha Tv. Fino, naturalmente, alla prossima giravolta. Pensate alla capacità che hanno i tecnici dei ministeri suffragati dai politici nel trasformare in complicato anche la cosa più semplice e banale di questo mondo. Pensate alla fatica, al sudore versato, alle crisi da stress cui sono sottoposti i burocrati di cui sopra che sembrano alle prese con un enigma più complesso della formula di Eulero. Siamo consapevoli che è davvero complicato stabile una volte per tutte, per esempio, che le rate sono sei, di importo pari a 16,66 euro e si pagano a gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre, dicembre e si paga per l’abitazione di residenza tramite la bolletta elettrica e la voce “quota canone” è aggiunta alle altre già esistenti.  No, no è davvero complicatissimo. Quindi i cavalieri della tavola rotonda proseguiranno con sedute, incontri e summit naturalmente alla tavola rotonda dove converranno le migliori menti dello Stivale fino a quando il re Artù non griderà Eukeka annunciando così il felice esito del parto trigemellare podalico. Proviamo ad immaginare cosa può accadere quando c’è da scrivere una legge o una norma di vitale importanza per l’Italia e gli italiani che casini combinano se di fronte al canone vanno in crisi. Ok, stendiamo una decina di veli pietosi e pensiamo a ciò che invece funziona bene e alla grande. Si dice che a Roma ci sia un “Ufficio complicazioni cose semplici che sia un fiore all’occhiello della Pubblica amministrazione. Meno male che qualcosa funge alla grande. Ma mi facci il piacere!


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