Gesto

15.02.2016 06:30

Dalla Valle d’Aosta arriva una bella notizia, una di quelle che non cambia né il corso della storia né le vita delle persone, ma è pur sempre un qualcosa che fa piacere trovare scritto quantomeno come contraltare alle brutture quotidiane che riempiono spesso le pagine dei giornali.  La storia ci racconta di una famiglia di imprenditori, i titolari della  Thermoplay di Pont-Saint-Martin, che per motivi loro hanno deciso di vendere l’azienda ad un gruppo americano. Ebbene a cessione conclusa i vecchi proprietari non si sono limitati ad incassare l’assegno a stelle e strisce, ma ne hanno fatto parte con i propri dipendenti. Ad ogni collaboratore, senza tenere conto delle mansioni svolte in azienda, è stato fatto trovare in busta paga un euro per ogni giorno passato come dipendente dell’azienda, comprendendo nel computo anche i sabati e le domeniche. I neo assunti hanno avuto poche centinaia di euro, mentre i più longevi decisamente un assegno più consistente. Se il gesto è bello di per sé, bella è anche la dicitura trovata nella causale di versamento che non contempla fronzoli lessicali: “Dalla famiglia Enrietti per il tempo passato insieme”.  I lavoratori, a loro volta, superata la sorpresa, hanno organizzato una cena aziendale con la quale hanno salutato la famiglia ormai ex proprietaria della loro azienda con una targa sulla quale erano incise le firme di tutti i 160 dipendenti. Una bella cosa, si diceva, che forse spiega bene anche il successo di una azienda diventata leader mondiale dei sistemi di iniezione per lo stampaggio di materie plastiche. L’azienda passata al colosso americano della Barnes di Bristol (Connecticut, Usa) resterà in valle d’Aosta, continuerà a produrre italiano e se la filosofia della famiglia Enrietti, Roberto, Giovanni e la madre Romana,  sarà seguito dagli americani il futuro non potrà che essere roseo. Resta, in ogni caso, un esempio di pura condivisione di un percorso che ha saputo far sentire i partecipi come gruppo dello stesso cammino. E questo va ben al di là della somma incassata. È il cammino comune e la fierezza di aver partecipato alla “storia” a riempire d’orgoglio i 160 dipendenti. Anche questa è l’industria italiana e questi sono i veri capitani coraggiosi che partendo dal nulla hanno saputo fare fortuna mettendo al centro di tutto l’aspetto umano e non la finanza creativa, o per meglio dire spremitiva.  


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