Ladri

10.02.2016 07:26

Siamo tutti d’accordo che non viviamo nel Far West e che i bounty killer non sono previsti nell’ordinamento giuridico italiano, ma sinceramente il leggere ogni giorno che chi prova a difendere la proprietà dai ladri viene arrestato fa – per usare un eufemismo – molto arrabbiare. Solo ieri notte un uomo di Grosseto, ex agente di polizia, ha sparato contro un gruppo di ladri romeni entrati nella sua proprietà ed ha ferito uno dei malviventi in modo peraltro non grave. Risultato? Tutti e cinque arrestai: i quattro stranieri per violazione della proprietà privata e furto,  mentre il padrone di casa derubato è stato fermato per tentato omicidio. Insomma: come se fosse stata una partita tra guardie e ladri. Forse il comportamento del magistrato che ha ordinato il fermo è ineccepibile dal punto di vista formale a causa dell’assenza di una legge che stabilisca in che modo una persona possa difendersi quando si trova un ladro dentro casa. Al momento sembra quasi che al legislatore prema di più proteggere i delinquenti a scapito delle persone per bene. Oltre al fatto di cui sopra nelle stesse ore c’è stata una netta presa di posizione da parte di monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, contro la sentenza inflitta a Franco Birolo, il tabaccaio di Civè di Correzzola che nel 2012 aveva sparato al rapitore introdottosi nel suo negozio ferendolo a morte. Nei giorni scorsi il magistrato Beatrice Bergamasco ha condannato il tabaccaio a 2 anni e 8 mesi di carcere e al risarcimento di 325 mila euro per danni ai familiari della vittima. Monsignor Tessarolo dalle colonne del settimanale diocesano “La Scintilla” ha così commentato la sentenza: “Mi permetta un’ironia, signora giudice: quello che non era riuscito forse a rubare il ladro da vivo, glielo ha dato il giudice, completando il furto alla famiglia, un bel vitalizio ottenuto per i suoi familiari, con l’incidente accadutogli nel suo lavoro di ladro! La vita comprende un insieme di condizioni, e tutte devono essere rispettate e protette: certi valori sono altrettanto importanti come la vita fisica e sarebbe ora che entrassero nella valutazione dei giudici”. Sicuramente anche nel caso della condanna del tabaccaio il giudice ha applicato la legge, ma se così è come può essere definita una legge che pare fatta apposta per premiare Caino in danno di Abele? La domanda è assolutamente retorica, ma fino a quando succederanno questi episodi vale la pena di ripeterla affinché arrivi anche ai legislatori che paiono un po’ troppo sordi di fronte a queste cose. Non si tratta di essere sostenitori del Far West, ma semplicemente amanti della legalità e dei valori che sono sicuramente la vita delle persone, ma anche la sicurezza dei cittadini e la difesa della proprietà privata. Bisognerà aspettare ancora molto prima che i legislatori prendano atto che la vita è cambiata e la sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio? Queste battaglie di civiltà non hanno colore politico perché interessano tutti. Basterebbe quindi un po’ di buona volontà, ma pare che quella scarseggi perché chi deve legiferare è il Parlamento, e il Parlamento com’è noto ha i suoi tempi e ovviamente le sue priorità.


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