Maschere

12.12.2015 07:02

Sentire Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia, ripetiamo ECONOMIA, affermare a Piazza Pulita de La7 che “nemmeno io sono un esperto” fa capire grosso modo in che mani siamo finiti e com’è possibile che in Italia le banche facciamo il bello e il cattivo tempo, strapaghino dirigenti incapaci e mandino sul lastrico migliaia di piccoli risparmiatori. Per completezza la frase detta dal vice ministro di Scelta Civica in uno scambio di battute pepate con il giornalista Andrea Scanzi è stata: “Anche io in Veneto Banca ho perso 20 mila euro, non sono un esperto” per aggiungere subito dopo, non appena si è reso conto della topica “intendevo dire un esperto di bilanci bancari”. Per carità, nessuno pretende che un vice ministro sia anche un premio Nobel della materia di cui si occupa, ma se non è esperto che ci sta a fare al governo? Ci sta perché la maggioranza regge anche su quei quattro voti che Scelta Civica, che i sondaggi accreditano a meno dell’uno per cento, porta in dote al governo. Punto e basta. In questi giorni, se ne sentono di tutti i colori. Perfino Debora Serracchiani, la zarina presidente del Friuli e vicesegretario del Pd, è stata per così dire “truffata” da una banca. “Io e Riccardo - dice - avevano bisogno di un mutuo, abbiamo cercato la proposta più allettante. Siamo diventati soci della Banca popolare di Vicenza perché ci offrivano un tasso di favore. Quanto abbiamo perso? Credo 18 mila euro”.  Mentre la zarina friulana non ha nemmeno conoscenza completa dell’entità della perdita – diciamo un mese, un mese e mezzo di stipendio – migliaia di piccoli risparmiatori sono disperati perché la loro perdita rappresenta il risparmio di una vita. Se sentire queste cose da fastidio a chi è fuori dall’elenco dei gabbati, figuriamoci che reazione provoca in chi ci ha lasciato le penne. Sarà anche per questo che i “truffati” che intendevano manifestare davanti alla Leopolda, la kermesse di auto celebrazione renziana in atto a Firenze, vengono tenuti a debita dista. Ma, oltre al vice ministro che poco sa di Economia e alla Serracchiani che con il marito ha lasciato sul terreno 18 mila euro, c’è anche da registrare gli avvoltoi che si avventano sui cadaveri di chi ha perso tutto. Così vedere Matteo Salvini che riesce a sfilarsi dai vari talk show per correre ad Arezzo a portare conforto ai truffati, fa specie. Salvini, il difensore dei deboli  e degli oppressi, si ricordi di ciò che ha fatto la Lega con la famosa banca Credieuronord. A ricordarglielo, tra gli altri, è il deputato del Pd Ernesto Carbone:Salvini si ricordi che la Lega è  il partito che ha saputo essere protagonista,  in un colpo solo, della truffa delle quote latte pagata dagli italiani con 4.5 miliardi e di Credieuronord. La banca della Lega fatta fallire nella disperazione dei correntisti, sulla quale giravano i soldi della suddetta  truffa. Veramente un bel curriculum per la Lega di Salvini. Trovi il tempo di spiegarlo quanto saltella da un talk all’altro”. Questo per dire , secondo una massima di mia nonna, “che il più pulito ha la rogna”. In fondo aveva proprio ragione Luigi Pirandello quando diceva: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.” Questi sono i giorni delle maschere, anche se non siamo a carnevale.


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