No sex

09.07.2015 08:06

Premessa scontata: la Chiesa è libera di darsi le leggi che ritiene più opportune e chiedere ai credenti di rispettarle. Ciò detto, crediamo sia altrettanto lecito per un laico restare basito di fronte a proposte che appaiono come anacronistiche e dubitare della loro eventuale applicazione. La proposta fatta dal cardinale Ennio Antonelli in previsione del dibattito ecclesiale del Sinodo di ottobre sulla famiglia, è una di queste. Crediamo che anche chi è sorretto da una fede granitica avrà provato un senso di smarrimento di fronte a questa proposta che riassumiamo così: si può prendere in considerazione l’idea di dare l’Eucarestia ai divorziati risposati, purché essi vivano in perfetta continenza sessuale o quantomeno ci sia l’impegno da parte loro a vivere come fratello e sorella. Quindi due persone che hanno intenzione di rifarsi una vita dopo il naufragio di esperienze matrimoniali precedenti possono sposarsi, ma non praticare il sesso pena la negazione della Comunione. Quindi secondo il ragionamento del porporato, andando a spanne, ne consegue che possono fare la Comunione mafiosi e camorristi, pedofili e violentatori, ladri e assassini, ma non due che si sposano e – ma pensa te, che vizi – decidono di tanto in tanto di lasciarsi andare ai – perdonate l’eresia! – piaceri della carne. Per la Chiesa, o per parte di essa, il sesso è sempre considerato il peggiore dei peccati. Non solo il sesso fedifrago e tutte le sue varianti, naturalmente non solo quello praticato per piacere, non solo tutto quello contemplato dal Kamasutra, ma finanche quello di chi intende proseguire un cammino di vita di coppia unendosi in matrimonio. Eppure secondo la Chiesa, il matrimonio è anche l’unica strada lecita per “procreare”. Domanda: ma come fanno i risposati a procreare se non fanno sesso? Questo il cardinale non lo dice, qualcuno si incarichi di chiederglielo. Eppure per l’ex arcivescovo Firenze ed ex presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia la norma è stata pensata per venire incontro ai bisogni spirituali di tante persone. Il pensiero finale del cardinale Antonelli è più o meno questo: "È possibile che i divorziati risposati siano in grazia di Dio e abbiano le disposizioni interiori necessarie per ricevere l’Eucaristia. Ma questo non si può presumere; deve essere verificato con un attento discernimento secondo la legge della gradualità. Bisogna discernere se i conviventi sono davvero decisi a salire verso la vetta della montagna, che per essi è la perfetta continenza sessuale».  Per intanto che qualcuno decida di salire in vetta alla montagna, benvenuti nell’alto medioevo, quello dei secoli bui.


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