Silenzio

09.06.2015 06:16

La notizia di cronaca nera è di quelle che ti arrivano dritte nello stomaco e provi ad illuderti che si tratti di un virus informatico che ha confezionato l’orrore mediatico. Poi quando scopri che purtroppo è tutto vero non trovi le parole per provare a parlarne. Il fattaccio, successo in provincia di Vicenza, non ha trovato grande eco mediatico sulla stampa nazionale, ma è stato portato in luce da un foglio di provincia, il Giornale di Vicenza. Si tratta di una storia sconvolgente che ha per protagonisti una famiglia di orchi che si sono accaniti contro una bimba di 10 anni appena. I fatti. Secondo l’accusa una bimba di neanche 10 anni sarebbe stata prima ubriacata e poi abusata sessualmente dalla mamma e dal patrigno e anche dai due fratellastri nonché dal cognato del compagno della mamma. Mamma? Piuttosto un’orca assassina senza un briciolo di umanità. Nonostante l’indicibile bruttura, come si diceva, la notizia è passata quasi inosservata sulla stampa nazionale ed ha trovato un po’ di eco sui vari social network. Pochi anche i commenti che solitamente si sprecano in casi di minore efferatezza. Nessuna levata di scudi contro la violenza e soprattutto nessuna caccia all’immigrato “bastardo” figlio di una non cultura che conosce solo la violenza. Nessuno, a meno che la notizia sia sfuggita a scrive questa nota, ha chiesto per costoro la pena di morte. Nessuno ha fatto magliette per invocare la giusta pena. Nessuno ha chiesto di accendere le ruspe e rasare al suolo i campi del degrado. Eppure cosa c’è di più sconvolgente della violenza su di una bimba e per di più ad opera della mamma orca e del di lei compagno? Un famiglia, se così si può definire, di orchi malefici. Non cambia nulla se anche non ci fosse stato tanto silenzio assordante e si fossero scatenati i sociale network. Proviamo ad illuderci che il silenzio mediatico sia forse da imputare al pudore e al dolore. Ci permettiamo solo di rimarcare che gli orchi sono dei nostri: la mamma è una vicentina di 41 anni, il patrigno un siciliano di 43 e il cognato anch’esso un vicentino come lo sono naturalmente i due fratellastri della piccola vittima. In attesa che qualcuno ci dica se esiste un giusta pena per queste atrocità, ricordiamoci che Caino a volte abita molto vicino a noi. Anche se fa meno notizia.


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