Pargoli

11.02.2015 05:59

C’è stato un tempo non lontano in cui Matteo Renzi dalla terza camera dello Stato, vale a dire il salottino di Bruno Vespa affermava: “Se uno cambia partito si deve dimettere e deve andare a casa per rispetto degli elettori”. Oggi, invece, preferisce il vangelo secondo Matteo, l’omonimo apostolo: “Lasciate che i pargoli vengano a me...”.

Anche in politica cambiare idea non  è peccato. Certo se lo si facesse con più parsimonia e meno disinvoltura sarebbe meglio, ma questa è la stagione dello #staisereno e tutto è sempre molto mobile e adattabile alla bisogna. E mentre il grande leader cambia idea e allarga le braccia, in parlamento è in atto una  vera e propria “transumanza”: 184 politici entrati in parlamento meno di due anni fa con una bandierina in mano sono andati a posizionarsi altrove. E sarà proprio grazie a questo parlamento mobile, trasformista e con una buona schiera di voltagabbana, che la maggioranza si appresta a varare la nuova legge elettorale e a modificare la Carta Costituzionale dopo lo strappo del Nazareno. Adesso che la transumanza ha portato un po’ di fieno nella cascina della maggioranza, Silvio e Matteo possono tranquillamente tornare a giocare ognuno la propria parte in commedia pur senza esagerare perché così impone il gioco delle alleanze a geometria variabile. La sintesi della nuova stagione l’ha fatta Renato Brunetta  la formica atomica della politica italiana che a pettorali gonfi ha provveduto a suonare la carica:  “Siamo un partito anarchico e monarchico che poi trova la sua sintesi in Berlusconi. E adesso tutti insieme faremo opposizione responsabile e incominceremo a parlare al Paese a partire dall’otto marzo, il nuovo giorno della Liberazione”.  In attesa che si compia la Sua venuta: squillino le trombe, rullino i tamburi ed entrino nell’arena i pargoli. La ricreazione offerta dalla transumanza della pagnotta può avere inizio.


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