Populista

16.09.2015 06:10

I miei quattro affezionati lettori si tranquillizzino: la Nota non è diventata “renzitematica”. Ne faremo volentieri a meno di occuparci così spesso del Putto di Firenze, ma ogni giorno alcune uscite del simpatico primo ministro sono così stuzzicanti che (consapevolmente) la Nota corre il rischio di macchiarsi di renzismo anche senza essere renzista. La Nota sarà mica renzista a sua insaputa?  Oddio, speriamo di no. In ogni caso era oggettivamente difficile tacere di fronte alla recentissima perla che ha fatto seguito al viaggio a New York di Renzi per la finale PennettaVinci. Di fronte ai mugugni di molti italiani scandalizzati perché l’ex sindaco ha viaggiato a spese del contribuente il premier nell’accogliente salottino di Lilly Gruber ha sbottato: “L’idea che le alte cariche dello Stato non si muovano con i voli di Stato appartiene ad una dinamica molto populista. C’è gente che avrebbe chiesto a Pertini il computo per i voli di Stato per andare a prendere la Nazionale dell’82?”. A parte l’immodestia del paragone, chi ha storto il naso di fronte ai quasi 150 mila euro spesi è un populista? Il dizionario della lingua italiana alla voce populista riporta: “Atteggiamento demagogico volto ad assecondare le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, della loro opportunità”. Come dire: chi ha mugugnato lo ha fatto per partito preso e solo perché su quell’aereo c’era il Nostro di Firenze. Forse per qualcuno è stato anche così. Alcune polemiche di altri leader politici sono sembrate strumentali a prescindere, come diceva Totò. Ma per una sparata “gasparriana”, tanto per dire, ci sono state decine di migliaia di persone che non hanno gradito. E non si tratta né di invidia, né di populismo, né di acredine preconcetta. Si tratta di quel  minimo di buon senso di cui ancora sono dotati molti italiani che usano la testa anche per pensare e non per farsi fare la messa in piega o la cresta alla Mario Balotelli. Il premier aveva tutto il diritto di replicare, ma forse avrebbe dovuto spedire il vocabolo in modo più mirato, verso i suoi esimi colleghi e dire al popolo queste sono le mie ragioni e magari provare una volta nella vita a dire: chiedo scusa se il mio gesto ha provocato malumori. Invece no. Matteo Renzi negli atteggiamenti è spesso identico a Fonzie anche quando non si mette il guibbino nero per andare da Maria De Filippi. Il famoso personaggio della serie Happy days, nel corso di una puntata su suggerimento della signora Marion Cunningham aveva provato a chiedere scusa, solo che nonostante gli sforzi la bocca gli si inceppava alle prime due consonanti. Ecco, siamo sicuro che a Renzi non è passato nemmeno per l’anticamera del cervello di provare a chiedere scusa, mentre gli è venuto d’istinto la parola “populista”. La quale detta come è stata detta, è anche un po’ offensiva. Soprattutto nei confronti di chi usa la testa anche per pensare e non per farsi fare la messa in piega o la cresta alla Mario Balottelli.


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