Possibile

27.05.2015 07:11

In Spagna il trionfo del movimento di sinistra Podemos guidato dal giovane Pablo Iglesias Turrión ha avuto un successo che è andato ben oltre le più rosee aspettative. E così come sempre avviene quando la sinistra vince all’estero in Italia c’è chi brinda e prova a mettere su cappello. Era già successo con la grande performance di Tsipras in Grecia che aveva dato vita anche da noi ad un movimento a loro ispirato poi finito piuttosto male e a pesci in faccia nonostante un paio di eletti al parlamento Europeo. Adesso, come si diceva, la vittoria spagnola ha fatto levare i calici e forse mettere le ali a quel po’ di nuovo che c’è alla sinistra del Pd, ormai un partito centrista a tutti gli effetti nonostante la presenza di molti ex Ds. La mossa più fulminea è stata quella di Pippo Civati che dopo tanto tergiversare (anche piuttosto comprensibile) ha deciso di dare vita ad una nuova creatura che già dal nome un po’ si ispira alla Spagna anche se l’interessato nega l’accostamento. A giorni Civati battezzerà “Possibile” un qualcosa che al momento sarà più simile ad un movimento che a un partito vero e proprio. Intanto Civati parte da un ricco database con 50.000 nomi di sostenitori. Certo, prima di arrivare  a fare i numeri ce ne vuole, ma intanto si parte. Per chi guarda ad una sinistra moderna e realista e soprattutto ad una sinistra matura che non affonda le radici nel medio evo politico o nella Rivoluzione d’ottobre l’ex deputato uscito dal Pd rappresenta una speranza. Gli obbiettivi di Possibile sono chiari e il suo leader in pectore dice: “La fogliolina di Ulivo è questa cosa qua, ci si presenta per governare il Paese e non per fare testimonianza”. Le idee non mancano così come non manca l’ambizione. C’è già chi ironizza sul nuovo movimento proprio partendo dal partito spagnolo di Iglesias. E così in rete è tutto in trionfo di: loro Podemos, noi speramos; loro Podemos, noi non possum; loro Podemos e noi si illudemosos… Il viaggio è appena abbozzato. La meta è chiara. Cosa succederà è presto per dirlo. Conoscendo la sinistra italiana e la sua propensione al “tafazzismo”, tutto o quasi è… Possibile. Ormai l’impossibile per farsi male a sinistra è già stata fatto quindi non resta che affidarsi al Possibile. E se son rose, rose rosse… fioriranno.


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