Poveri

02.02.2016 06:20

Lo chiami come si vuole, magari è anche una scopiazzata del “reddito di cittadinanza” proposto dai 5Stelle, ma accolgo con piacere il sostegno al reddito per un milione di poveri proposto dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. Sono pochi i 320 euro al mese previsti? Sì, sono pochi ma meglio del nulla che c’è stato fino ad ora e della sufficienza con la quale è stata trattata la povertà in Italia. Spiega il ministro: “È un cambiamento radicale perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. Noi veniamo da una storia e da esperienze diverse in termini di politiche di contrasto alla povertà. Abbiamo sempre concentrato gli interventi sul versante dell’assistenza, sul trasferimento passivo. Ora facciamo di più: parallelamente al trasferimento monetario, le istituzioni prenderanno in carico ciascuna persona in condizioni di povertà per la sua inclusione sociale. Dietro questa misura c’è un’idea di società”. Al momento il governo ha approvato il disegno di legge delega, entro sei mesi dal Parlamento dovrebbero arrivare i decreti attuativi e nel 2017 la riforma dovrebbe partire. Al momento si comincerà dalle famiglie con minori per arrivare poi a coinvolgere tutti i quattro milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Posso immaginare che per quel milione di poveri iniziali – la cui presenza silenziosa è stata per troppo tempo dimenticata, che grida vendetta e che dovrebbe far vergognare un po’ tutti - , il piccolo sostegno al reddito rappresenterà una boccata d’ossigeno in attesa che lo stesso, come annuncia Poletti, sia “accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale”. Ci auguriamo, e ce lo auguriamo di cuore, che quando la norma diverrà legge si vigili attentamente sul dove vanno a finire gli assegni. Lo sappiamo tutto che l’Italia è un paese di furbi, quindi chi di dovere vada a verificare nei dettagli le povertà. Perché non di rado c’è chi sfreccia su auto di grossa cilindrata  e dichiara reddito zero, ottenendo magari anche esenzioni o sussidi sugli affitti in quanto senza lavoro e nullatenente... Un’esagerazione? No, assolutamente no. Succede anche questo e si tratta di casi per nulla sporadici. I falsi poveri vanno mandati a fare i poveri per davvero. Gli altri vanno certamente aiutati. Proviamo a dare fiducia a questo progetto di legge? Capisco che è un atto di fede di non poco conto, ma vale la pena provarci. Fa male, molto male vedere soprattutto persone anziane rovistare tra gli scarti del mercato. Perché a differenza della ricchezza che spesso è cafona, la povertà è quasi sempre dignitosa. Non è il caso di umiliarla oltre.


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