Primae noctis

17.10.2015 07:26

Se la norma non ci fosse stata le sorti finanziarie dell’Italia non sarebbero state diverse da come sono, ma di fronte a quello che è stato battezzato come “comma Napolitano” la forma fa imbufalire più della sostanza. Il comma in questione è contenuto all’interno dell’articolo 40 del disegno di legge Boschi appena approvato a Palazzo Madama. E mentre la riforma trasforma il Senato in un circolo Acli dopo lavoro  e si senatori dei poveretti senza stipendio, ecco che il comma 5 mantiene inalterati tutti i privilegi nei confronti degli ex capi dello Stato. Se perfino Maria Elena Boschi ha sostenuto in Senato che “le riforme portano il mio nome, ma il padre è Napolitano” vuoi che l’ex presidente nulla sapesse del comma 5 dell’articolo 40? Questo benedetto comma garantisce  che le prerogative dei senatori di diritto e a vita restano regolati secondo le disposizioni già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge”. Di cosa si tratta? Diciamo che si tratta di mantenere gli appannaggi, l’immunità, il trattamento e le dotazioni dei senatori a vita esattamente come sono ora, prima della riforma. Per cui ai presidenti emeriti il Senato mette a disposizione un cospicuo staff che è composto tra l'altro da un capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi e altri due addetti ai lavori ausiliari, oltre un consigliere diplomatico o militare e tutti con 15 mensilità di stipendio.  Più auto di servizio con autista, linee telefoniche protette, scorta e volendo per la residenza privata anche un maggiordomo e un guardarobiere a disposizione. E poi ancora un ufficio di oltre 100 metri quadri a sant'Ivo alla Sapienza, proprio di fronte a Palazzo Madama. Tutto questo ben di dio non è una tantum, ma resta vita natural durante e non potrà essere riformato né abolita perché la norma è super blindata all’interno della Costituzione. Il presidente emerito assicura di fare “un uso molto limitato rispetto alle possibilità riconosciutegli sia dalla Presidenza della Repubblica sia dalla Presidenza del Senato”, ma tant’è. A goderne sono attualmente i due presidenti emeriti. Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi. Ovviamente tutto questo oltre la pensione (pardon il vitalizio) di oltre 15 mila euro netti al mese. Come si diceva all’inizio non è con queste somme che si risanano le casse dello Stato o si erogano pensioni decorose al posti di quella vergogna delle pensioni sociali. Ma ci sono norme e commi che paiono più degne del medio Evo e della norma ius primae noctis quella che secondo l’usanza prevedeva il diritto del signore feudale di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un proprio servo. Una norma che nella Roma papalina fa dire al marchese del Grillo: Mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un cazzo”.


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