Ramòn

20.01.2015 06:37

Del Pd resta a malapena la prima sillaba dell’acronimo: la “P” di partito. Partito, al momento, lo è  ancora. Più che democratico però appare come un ectoplasma che spazia tra la monarchia illuminata a gasolio del vate Matteo e l’anarchia. Con non velate dosi di vera goliardia. Infatti, le primarie liguri sono state più spassose di un film con Aldo, Giovanni e Giacomo. Poi, siccome l’appetito viene mangiando, è andato in scena il pomeriggio dei lunghi coltelli tra i Renzi e una trentina di senatori del suo partito restii a votare a scatola chiusa gli accordi del famoso e un po’ famigerato patto del Nazareno. Stupendo lo spaghetti western che hanno messo in scena. Matteo Renzi in posa come il Clinton Eastwood nella scena finale di  “Per un pugno di dollari”: mano sulla colt e sguardo a fessura che fissa negli occhi i riottosi e dice loro la frase passata alla storia del cinema: “Beh, che ti succede, Ramòn? Ti trema la mano, o forse hai paura? Al cuore, Ramòn, al cuore! Se vuoi uccidere un uomo, devi colpirlo al cuore”. Al cuore, già, al cuore. E mentre la fronda dei Ramòn stava decidendo il da farsi, Renzi si è alzato, ha riposto la colt nella fondina e se ne andato... Aveva un appuntamento con Silvio Berlusconi. Perché com’è noto, e a proposito di cuore, al cuore non si comanda.


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