Regnat

24.06.2015 07:03

Alla fine pare che Silvio Berlusconi abbia scelto il suo Matteo. Dopo la sbandata per quello del Nazareno adesso ha virato di botto verso quello della ruspa. La marcia di avvicinamento è in atto da tempo e i contatti segreti tra i due si fanno sempre più fitti. Naturalmente all’esterno filtrano solo quelli ufficiali, quelli del risottino in bianco di villa San Martino tanto per intenderci, che nulla dicono e nulla lasciano presagire. Quelli che contano per davvero sono quelli a porte chiuse di cui nemmeno i dirigenti più in vista dei rispettivi partiti sanno qualcosa. Pubblicamente Silvio Berlusconi ha buttato l’amo verso il Matteo della ruspa attraverso un’intervista al giornale di famiglia in cui serioso e pomposo ha sostenuto: “Occorrerà realizzare un contenitore più ampio, del quale Forza Italia e la Lega siano parte, che si rivolga non solo ai partiti, ma anche alle associazioni, ai gruppi, ai movimenti di opinione, ai cittadini non organizzati in partiti”. Per il contenitore ovviamente c’è tempo, mentre l’ennesimo matrimonio tra la Lega e Forza Italia è già in fase di pubblicazione sulla bacheca del duomo di Milano. Insomma, manfrina più manfrina meno la stessa minestra dal 1994. I due sono così vicini che nulla pare preoccupare l’anziano leader azzurro tanto che di Matteo  il gallico si è affrettato a dire: “È chiaro che Salvini in questa fase fa Salvini, e fa anche bene. Ma quando si arriverà al dunque andremo d’accordo”. Su questo non ci piove. Troveranno il modo di far convivere il Nord con il Sud, l’uscita dall’euro con la permanenza in Europa, la Roma ladrona con la Roma dei tavoli apparecchiati.  Siccome dicono che la politica  è l’arte dell’impossibile, nulla sarà impossibile per i due naviganti della droite italiana compreso il fatto che dovranno individuare chi sarà il futuro leader di quella santa alleanza. La Lega, in ogni caso, troverà qualche escamotage per far digerire ai suoi il progetto “nazionale” o delle due Leghe tanto caro a Salvini mentre Berlusconi qualcosa si inventerà per provare a salvare la sua creatura dal sicuro naufragio. In sostanza i due faranno come il Gatto e la Volpe, il buono e il cattivo, il ragazzo discolo e il nonno saggio. Insomma di tutto di più o tutto e il contrario di tutto. Peraltro alla fine se il confronto sarà tra i due don Matteo della politica italiana si tratterà di uno scontro mediatico tra titani. Perché come dicevano i latini: inter caecos regnat strabus. (Tra i ciechi comanda lo strabico). I ciechi, naturalmente, sono gli italiani.


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