Rovine

25.07.2015 06:40

Certo che bisogna essere dei geni dotati di un acume tattico non comune per andare a programmare  un’assemblea sindacale avendo fuori dai cancelli di uno sei siti più belli al mondo 2000 turisti in fila sotto il solleone. Sì, proprio dei geni. Se le menti che hanno concepito questa specie di sciopero appartenessero non a crani eccelsi, ma a persone appena appena normali la vergogna dovrebbe impadronirsi di loro. Ma temiamo che l’unica cosa che non transiterà da quelle menti sarà proprio la vergogna mentre il senso della misura, a loro insaputa, lascerà il posto al NON senso del ridicolo. C’è di che restare basiti di fronte alla notizia che a Pompei le menti eccelse di cui sopra hanno tenuto chiusi i cancelli degli Scavi per fare un’assemblea sindacale. Alla fine che cosa hanno deciso gli “scioperanti”? Non poteva che essere una pensata eccelsa. Eccola: i  lavoratori della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia sarebbero disposti a lavorare a costi inferiori rispetto alle maestranze della Scabec (società in house della Regione Campania) a cui sarebbero state affidate le aperture straordinarie notturne. Basta il caldo per spiegare tutto ciò? La sintesi l’ha fatta il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: “Hanno fatto danno incalcolabile. Chi fa così, fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa del male al proprio Paese”. Anche il soprintendente Massimo Osanna che ha poi aperto i cancelli dell'ingresso principale al sito, aiutato da personale archeologico, è stato molto chiaro: “La chiusura dei cancelli e' stata un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti. Le esigenze legittime dei lavoratori sono da rispettare e tutelare, ma non si può continuare a mancare di rispetto al pubblico che è quello che garantisce il lavoro stesso di chi protesta". Frasi fin troppo chiare che però – nella loro assoluta trasparenza - non troveranno né accoglienza né comprensione negli autori del gesto, anche se lo stesso gesto a norma di legge non sarà sanzionabile. Qui non centra nulla il diritto allo sciopero o allo svolgimento di assemblee sindacali, che sono conquiste sacrosanti dei lavoratori. Si tratta di una iniziativa incommentabile del tutto fine a sé stessa. Una cosa da masochisti.  Che geni, lo ripetiamo per l’ennesima volta. In un solo colpo si sono giocati la credibilità, il rispetto dei turisti, la solidarietà di tantissimi lavoratori e si sono beccati le reprimende della Cgil che non ha aderito all’iniziativa, ma soprattutto hanno fatto un danno grave all’immagine dell’Italia che di tutto ha bisogno meno che di far scappare i turisti. Già, si era a Pompei tra le rovine millenarie. Purtroppo di rovine non ci sono solo quelle ammirate e invidiate dal mondo intero, capita di trovarne anche in alcune menti inutilmente spaziose. 

 


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