Scuola

03.09.2015 07:16

Negli stessi istanti in cui la ministra Stefania Giannini gonfia (metaforicamente) il petto per l'assunzione al primo giro di 10 mila professori di cui solo 1 su 5 deve spostarsi, (ipse dixit) ci sono altre notizie sul versante scuola che dovrebbero far sgonfiare - non più metaforicamente - il petto. D'accordo, quando si parla di scuola ci si riferisce principalmente all'Istituzione, all'insegnamento, ma la scuola sono anche i locali, a volte fatiscenti,  che accolgono insegnati e studenti. E allora come non restare basiti di fronte alla notizia che ci giunge da Partinico dove  è arrivata finalmente l’acqua corrente dopo due anni in cui l'acqua, davvero preziosa come oro bianco, arrivava alla Materna e Primaria Giovanni Paolo II°di via Fogazzaro portata dalle autobotti a causa di una tubatura rotta? Il costo della grande opera di ingegneria meccanica? 5mila euro! Una storia che non ha trovato molto spazio sui giornali anche perché i trombettieri di regime non volevano divulgare notizie che mettessero in cattiva luce la buona scuola tanto promozionata dal premier Matteo Renzi e difesa dalla coriacea esecutrici Stefania Giannini, entrata in parlamento nella fila di Scelta Civica e poi migrata tra i banchi più sicuri del Pd. Tralasciamo di parlare di quelle scuole in cui - pare - anche la carta igienica è considerata quasi un lusso o di quelle in cui ti cadono i calcinacci in testa e il pavimento pare un percorso ad ostacoli. Perché, e qui la cosa si fa davvero tragica, le nostre scuole - almeno molte scuole - sono ancora piene di amianto con conseguenza tragiche come ci racconta il settimanale Espresso: “Secondo il Registro nazionale mesoteliomi istituito presso l’Inail nel 2012 - ultimo anno analizzato - erano stati registrati 63 casi nel comparto istruzione: 41 uomini e 22 donne. A scorrere le categorie professionali, c’è da restare di sasso: 25 insegnanti, 6 bidelli, 5 tecnici di laboratorio e via di questo passo. Non è data sapere la loro sorte, ma considerando quanto sia fulminante la malattia dopo la diagnosi, è legittimo supporre che siano tutti deceduti”. Sia chiaro: nessun intento polemico, né voglia di sfruttare situazioni tragiche e penose per parlare male delle buona scuola. Il tempo ci dirà se la riforma varata dal governo sarà stata buona cosa o un misto d'aria fritta e buone intenzioni. Ci limitiamo a scrivere ciò di cui siamo venuti a conoscenza, leggendo magari le notiziole in fondo alla pagina. E, sommessamente, ci permettiamo di ricordare al premier una sua promessa. Eccola:  “Ho in mente di entrare ogni mercoledì nelle scuole da premier. Comincerò da Treviso, dal Nordest, la prossima settimana ci sarà il Sud. È fondamentale che il governo non stia solo a Roma”. D'accordo, il premier ha molto da fare. Ma se non tutte le settimane, anche solo una volta al mese si ricordasse del suo illuminato proposito non sarebbe male. Strano che Matteo Renzi se ne sia dimenticato. È uno che parla poco, promette poco, pochi annunci e soprattutto mantiene sempre le promesse. O no? 

 


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