Spine

19.01.2016 06:29

Al momento non possiamo ipotizzare cosa potrà succedere al Movimento 5Stelle avvinghiato su sé stesso per via della vicenda Quarto, con la sindaca Rosa Capuozzo ormai ex pentastellata che promette battaglia. Al momento volano i primi straccetti. Lei, la sindaca, invitata ad andarsene dai vertici del Movimenti dice al magistrato Henry John Woodcock che del tentativo di ricatto ne aveva parlato con Roberto Fico, ciò non con un Peppiniello qualunque ma con un membro del direttorio nonché presidente della Commissione di Vigilanza Rai. E poi su Facebook rincara la dose: «É inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca. Il M5S ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo Sindaco che lo ha fatto, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all’acqua sporca. Non si governano così i Comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel movimento. É stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto”. Lui, il deputato partenopeo, glissa e dice che nulla sapeva o che sapeva cose non passibili di un intervento né da parte del Movimento né da parte della magistratura. Naturalmente a tutti i soggetti coinvolti e non solo a loro due è consentito mentire in propria difesa. Non lo sarà più quando la magistratura avrà raccolto dati a sufficienza e formulerà le proprie tesi. Intanto che la telenovela si arricchisce di altri particolari è chiaro che l’età dell’innocenza per il Movimento fondato dalla premiata ditta Grillo & Casaleggio è finita per sempre. Non si tratta né di esserne contenti né di stracciarsi le vesti. Se ne prende atto, punto e basta. Perché è chiaro che un conto è stare in parlamento a portare avanti le proprie battaglie politiche, un altro è governare. Un conto è portare avanti legittimamente un’opposizione dura, un conto è prendere decisioni di governo, governare paesi e città e dare sostanza ai tanti slogan buoni per riempire la pancia dell’elettorato. Questo, a scanso di equivoci, è un discorso di carattere generale e non rivolto solo ai 5Stelle. Governare è cosa difficilissima, governare bene poi richiede passione, dedizione, sacrificio e onestà. E soprattutto la capacità di schivare le trappole che gli squali del sottobosco della politica e quelle dei magioni di Stato ti spalmano sul cammino. I 5Stelle ne stanno prendendo atto. Sono alle prime prove, in alcuni case si tratta di prove difficili per la complessità dei posti in cui governano.  Ecco perché dopo il caso Quarto nulla sarà più come prima. Starà alla capacità del Movimento dimostrare di essere una vera forza di governo capace anche di schivare le trappole e magari le calunnie. Se non saranno capaci di farlo perderanno la loro vera ragione sociale: il buon governo e le mani intonse. Comunque siamo curiosi di vedere come finirà questa storia. Se Rosa Capuozzo, invitata a dimettersi perché il suo comportamento benché onesto non è stato ritenuto cristallino, dimostrerà la sua tesi Roberto Fico, Luigi Di Maio e forse altri dovranno applicare per sé ciò che solitamente è richiesto ad altri. A meno che l’affascinante motto “uno vale uno” non valga solo per i poveracci con meno stelle sulle mostrine. In ogni caso, non c’è rosa… senza spine!

 


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