Tempesta

20.05.2015 05:48

Se pure il calcio che pare essere il vero collante di una Nazione composta da 56 milioni di commissari tecnici puzza di marcio, anzi stando agli scandali più che di lezzo si può parlare proprio di marcio, cosa ci resta? Magari il secondo sport nazionale: maledire la politica e i politici tout court buttando via il bimbo con l’acqua sporca pensando che i politici siano persone che arrivano da paesi lontani e non l’espressione di ciò che siamo. Povera Italia: ogni giorno una disgrazia, ogni giorno uno scandalo, ogni giorno una retata che ha per colonna sonora il tintinnare di manette. Non cambiamo proprio mai. La maxi retata di ieri con  50 arresti, tra calciatori, presidenti di società sportive, dirigenti, allenatori, direttori generali e alcuni scommettitori italiani e stranieri ha gettato l’ennesima palata di cioccolato sulla credibilità dell’Italia oltre confine.  Possibile che nessuno avesse mai dubitato nulla di fronte a quelle papere successe sui campi di calcio in serie D e Lega Pro in un tripudio di partite truccate? Eppure abbiamo visto papere così vistose e buffonesche da far scompisciare dal ridere un po’ tutti. Ma le papere erano funzionali al giro di soldi degli scommettitori tra i quali, forse, c’erano anche i tifosi delle rispettive squadre. Pare che in quei campi di semi periferia l’andazzo fosse questo: si va allo stadio, se porta si fa a cazzotti, si ride e si… incassa un po’ di grano. In barba naturalmente ad ogni etica sportiva e non. Povera, povera Italia. Ne verremo mai fuori? Gli ottimisti diranno “speriamo”, altri “forse”…ma il succo è che essendo italiani facciamo un po’ il callo a tutto e magari ci sentiamo anche più furbi perché fregare il prossimo è pur sempre una bella cosa. (È chiara l’amara ironia?) Perché, spiace dirlo, fino a quando non si proverà per davvero ribrezzo e non si metteranno all’angolo i disonesti è inutile far finta di stracciarsi le vesti illudendosi o sforzandosi di essere migliori. Certo noi comuni mortali singolarmente poco possiamo. Ma se pensiamo di togliercela sempre e solo con un’alzata di spalle dobbiamo essere coscienti che se al presente il tempo non è bello, il futuro fa presagire tempesta. 


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