Venghino signori, venghino alla taverna “al parlamento”

07.02.2014 06:51

È molto difficile ipotizzare se la gazzarra messa in essere alla Camera dei deputati in occasione dell’approvazione del cosiddetto decreto Imu-Bankitala, gli insulti sessisti, le grillesche accuse di golpe, le iperbole verbali di Laura Boldrini in Tv, le tracimazioni mediatiche e via discorrendo siano il punto più basso raggiunto in questa Italia schizofrenica. Vorremmo sperare di sì, nel senso che vorremmo illuderci che da adesso in poi si possa risalire la china, ma temiamo di no. I segnali non sono incoraggianti.

Dopo la gazzarra parlamentare e la battute da trivio aumentate di pari passo con il passare delle ore, anche la stampa ci ha messo di suo a surriscaldare gli animi. E così i soloni del nulla, sempre in Tv a pontificare, ma ancor più spesso a pontificare con la voce di chi li ha a libro paga, si sono divisi in fazioni, come se i fatti fossero interpretabili alla bisogna. C’è chi si è spinto con la memoria alle prime sedute del parlamento dopo la Guerra per cercare analogie con le zuffe in essere, altri hanno sostenuto la tesi che in fondo nulla di così grave era poi successo. Invece quando alcune cose succedono nelle cosiddette taverne del porto, ammesso che ancora ci siano, possono trovare una qualche giustificazione, se invece succedono in Parlamento o in Tv non c’è nulla né da capire ma solo da condannare senza appello.

Eppure le condanne arrivano sempre con la propria bandierina in mano. Quando uno dei 5Stelle insulta le colleghe del Pd facendo allusioni sessuali becere e sceme, da sinistra si scatena il putiferio e gli altri tacciono. Quando, per esempio, un’attrice come Sabina Guzzanti in uno spettacolo di piazza dice di Mara Carfagna più o meno le stesse cose dette dal grillino parlante chi ha gridato a squarciagola contro il deputato miracolato della truppa 5Stelle non ha aperto bocca. In qualche caso ha anche riso di gusto. E la Carfagna non è né è stata l’unica donna insultata a destra. 

Si potrebbe continuare un bel po’ con gli esempi di faziosità messi in essere nei campi avversi. Ma è preferibile fermasi qui, per evitare di incorrere nell’errore e nella semplificazione più scontata del così fan tutti e se lo fanno tutti non è più peccato.

Purtroppo non stiamo vivendo un momento felice anche sotto l’aspetto dell’etica e dei valori. Pare quasi ci sia una corsa sfrenata a peggiorare – ognuno dal proprio palcoscenico - ciò che già si presenta di per sé aberrante. Non c’è nulla da perdonare né da capire nelle botte alla Camera, nelle allusioni sessuali, negli inviti a divertirsi con la Boldrini in auto, negli annunci di golpe del Grillo furioso e nei parallelismi arditi (ha parlato anche di attacco eversivo) messi in atto durante il peregrinare tra i programmi della Tv di Stato da parte della presidente della Camera che pure era stata pesantemente offesa.

C’è da dire che i vari protagonisti di questi giorni  bui non sono né marziani né esseri estranei al contesto sociale: semplificando si potrebbe dire che sono lo specchio della società che li ha mandati a rappresentarci. Non c’è dunque speranza? La realtà è dura, ma l’Italia ha visto anche cose ben peggiori e pure ha saputo sempre risorgere. Quindi, in questo momento, più dell’ottimismo della ragione è necessario avere speranza. Speranza che tutti insieme, a partire dagli uomini e donne senza volto che sul web insultano per il gusto di gridare la propria esistenza che altrimenti non lascerebbe tracce, dagli uomini e donne delle Istituzioni e a tutti noi che vogliamo bene a questo Paese proviamo a lasciarci alle spalle il buio delle cose peggiori.