Abbaiare

24.09.2015 06:53

Eureka, eureka. Leviamo in alto i calici e brindiamo: la minoranza del Pd ha trovato l’intesa con la maggioranza e dalla copula è nato il più classico dei topolini. Come dicevano i latini: parturient montes, nascetur ridiculus mus. Dopo mesi e mesi passati a dichiarare guerre sante, minacciare sfracelli, prendere sberle da Renzi che manco Mike Tyson, ecco che il gruppetto dissidente del Pd ha trovato la via d’uscita per lasciare l’angolo in cui si erano cacciati e dal quale gridavano al mondo che loro esistevano. Il quadro è stato ben sintetizzato da Jena (al secolo Riccardo Barenghi) che nella sua rubrica su La Stampa ha scritto: “A questo punto per definire la minoranza del Pd bisogna ricorrere alla Bibbia: polvere sei, e in polvere tornerai”. Sintesi perfetta ed efficace. Adesso grazie al “ridiculus mus” la riforma del Senato è tutta in discesa e a parte la positività della fine del bicameralismo, palazzo Madama diverrà, per dirla alla Andrea Scanziun dopolavoro per nominati spesso inquisiti e sempre protetti da immunità”. Bella roba, dopo i fulmini promessi dalla minoranza Pd. L’unica nota positiva di questa insana copula è che adesso le stampelle proposte da Denis Verdini e dai suoi seguaci non serviranno più una mazza e se arriveranno i loro voti andranno solo ad aggiungersi a quelli dei figlioli prodighi tornati alla casa del padre Renzi. Adesso le minoranza parlamentari sono sul piede di guerra, ma Pietro Grasso (altro bastonato da Renzi) ha già fatto sapere che “non permetterò che si blocchino i lavori”. Fine delle trasmissioni. Ovviamente le opposizioni hanno fatto le opposizioni e ci hanno dato dentro con gli emendamenti: Forza Italia ne ha presentato 1.173, Sel 60 mila, il M5s 210, i fittiani 160 . C’è poi il super botto della Lega Nord: l’ex ministro Roberto Calderoni, grazie ad un software potente che trasforma all’infinito un emendamento, ha presentato la bellezza di circa 82 milioni (82.730.460 sì, avete letto bene non è un refuso) di emendamenti. Repubblica ha fatto i calcoli del lavoro di Calderoni: “Per stampare gli 82.730.460 emendamenti, con la clausola di uno a pagina, servono 82.730.460 fogli. Se una risma di carta A4 è di 500 fogli, fanno 165.460 risme. Ogni risma pesa 2,49 chili e, risparmiandovi i decimali, fanno 411.997 chilogrammi ovvero 412 tonnellate. E questi numeri valgono per una sola copia. Visto che i fascicoli sono due (uno va in archivio) fanno 823.995 chili, ovvero 824 tonnellate”. La Stampa ha sintetizzato il tutto nel peso di 8 elefanti. Capito come siamo messi? La minoranza del Pd abbia alla luna, gli altri sparano le cartucce che hanno a disposizione, più per disperazione che convinzione. Ma ormai, come dice il croupier “Rien ne va plus, les jeux sont faits”.


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