Aereo

13.09.2015 07:12

Ha fatto velocemente il giro del web la notizia che la presidenza del Consiglio ha deciso di mandare in pensione l’aereo presidenziale, il vecchio A319 CJ che obbligava l’angusto passeggero a fare scalo ogni cinque ore, e di dotarsi di un moderno, bellissimo e ricchissimo (in tutti i sensi) A330, un aereo che nella versione non presidenziale può ospitare fino a 300 passeggeri. Il costo? Più o meno 175 milioni di euro che la presidenza del Consiglio pagherà a rate, ovvero in leasing. Chi ha visto il gioiello alato parla di un lussuosissimo veicolo dotato di camera matrimoniale con bagno, per il presidente del Consiglio e consorte, e degli spazi di lavoro con divanetti e tavolini per il suo staff. Che scoperta: mica può portarsi lo staff in camera da letto! Come si diceva la notizia ha fatto velocemente il giro del web e dei social network e la platea di internauti si è immediatamente divisa tra chi approva o quantomeno capisce la scelta e chi ha mandato a quel paese Matteo Renzi. Per farà un paragone se prima Renzi volava in Cinquecento (modello vecchio!) adesso vola con una fiammante Ferrari. Dallo staff presidenziale assicurano che il “giocattolino” alato è simile a quello di altri capi di Stato e di Governo. Come dire? Nessun lusso particolare per il Matteo nostro che fino a un paio di anni or sono usava la bici per spostarsi in Firenze e prendeva il treno per venire a Roma a preparare la tomba per Enrico Letta e garantirsi lo scettro del Pd. Epoche geologiche fa, anche se sono trascorsi meno di 1000 giorni dalle pedalate che lo hanno portato dritto dritto a Palazzo Chigi. Dai, diciamolo: tanto rumore solo perché siamo pervasi da un quintale di sana invidia, mentre dovremo essere orgogliosi di avere un premier che vola con la Ferrari dei cieli. E poi magari ha comprato l'aereo con i sodi incassati dalle vendita delle auto blu. Anche queste sono riforme. Riforme lungimiranti. Quindi lasciavo stare A330 e torniamo sulla terra ferma anche se pure lì avremo da pagare pegno. Che dire di quanto costerà ai contribuenti italiani il tour che Renzi ha annunciato per il prossimo anno nei teatri di 100 città italiane? Quanto pagheremo per mettere a disposizione del premier un esercito in grado di garantirgli la sicurezza? Ovviamente non è il premier che chiede di avere da 4 a 6 auto di scorta, una decina di uomini fissi di scorta a fargli da ombra, più alcuni turnisti e ovviamente la polizia locale, Digos e carabinieri del luogo della recita teatrale. Certo lo prevede il protocollo di sicurezza. Mentre il protocollo non prevede  il tour propagandistico che ha in mente di fare la prossima primavera il presidente del Consiglio che ha avuto la pensata e l’ha messa in conto agli italiani.  Per carità non sconfiniamo nella demagogia: sappiamo bene che anche senza aereo nuovo e senza tour nei teatri la finanza dell’Italia non sarebbe migliorata. Ma, perdinci, quando fa comodo a “lor signori” ci paragoniamo agli Stati Uniti e voliamo un aereo come l’Air Force One di Barak Obama che poi è più grande di quello che ha in dotazione François Hollande, tiè. Solo che noi non siamo gli Stati Uniti e spesso nemmeno la Francia. Insomma:  Matteo lingua lunga non è Obama, anche se lui, il “nostro” di Firenze, si crede naturalmente meglio. Ok, finiamola qui. Buon viaggio presidente e sogni d’oro tra le nuvole con accanto la precaria della scuola Agnese Landini, ovvero la nostra invidiata e un po’ gelosa first lady.  Non si preoccupi per le rate: gliele paghiamo noi.

 


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