Ascolto

06.09.2015 07:52

È difficile trovare un nesso tra le norme dello Jobs act predisposte dal Governo al fine di agevolare il lavoro e uno dei decreti approvati dal Consiglio dei ministri che prevede la possibilità di “controllare” il dipendente attraverso computer, tablet, smartphone, badge in dotazione al dipendente stesso. La norma – che piace tanto al ministro Giuliano Poletti – prevede appunto il controllo a distanza del dipendente senza necessità di un preventivo accordo sindacale. E, ovviamente, sulla base dei dati raccolti, potranno fioccare provvedimenti disciplinari nei confronti di quei lavoratori lavativi che si sono fatti un selfie in orario di lavoro, oppure hanno risposto ad un tweet con lo smartphone dell’azienda.  Spiega un euforico Poletti:  “Sui controlli a distanza da parte delle aziende sui dipendenti che utilizzano tecnologie come tablet e smartphone, siamo intervenuti sull'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, nel rispetto delle norme sulla privacy. La norma riguarda sia i dispositivi forniti dal datore del lavoro, sia quelli di proprietà del lavoratore utilizzati anche in aziendae pe compiti aziendali che l’impresa gli chiede di portare in azienda, nei limiti in cui sono usati per lavorare”. Sappiamo bene che le nuove tecnologie hanno portato cambiamenti radicali nel modo di comunicare degli italiani anche quando questi sono al lavoro. Un tempo c’era solo il telefono fisso aziendale, poi è arrivato il Pc e molti una sbirciata a cose personali la davano, magari poi ci scappava anche la telefonata a casa per sapere del bimbo con la febbre… Naturalmente nessuno ha il diritto di usare strumenti di lavoro per fini personali o di distogliere tempo al lavoro per dedicarlo a trastulli vari. Resta però la domanda iniziale: in che modo anche questa norma agevolerà assunzioni e lavoro fisso? Per quanto mi ci sforzi, non trovo il nesso. Ma se i cervelloni del ministero hanno partorito una norma simile, appunto perché cervelloni, avranno ragione loro e i posti di lavoro spunteranno come i funghi dopo una giornata di pioggia in autunno. Ad occhio e croce, questo decreto delle lunghe orecchie,  pare una norma fin troppo restrittiva e di difficile attuazione se i vari controlli avverranno nel pieno e totale rispetto della privacy. A meno che anche la privacy diventi improvvisamente obsoleta come i telefoni fissi, e i Pc con sistema operativo Windows 3.0. In ogni caso il Job act non prevede telecamere nei servizi igienici e microchip cutanei. Sarà per questo che l’onorevole Simona Bonafè del Partito democratico, dal palco della Versiliana per la festa del Fatto Quotidiano ha affermato: “Garantire l’equità sociale è di sinistra è per questo che il Jobs act è profondamente di sinistra”. Addirittura profondamente! Melius abundare…


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