Casini

01.03.2015 06:01

È presto per capire se la destra scesa in piazza per la manifestazione di Roma della Lega Nord sarà per davvero l’alternativa a Matteo Renzi o l’antidoto al “renzismo”. Fatta la scrematura delle frasi da comizio condite da muscolose trivialità e senza far troppo caso alla macedonia delle presenze sul palco – dai fascisti di CasaPoud ai post fascisti tutto pepe di Giorgia Meloni e naturalmente ai padani – la linea politica e il programma elettorale li ha dettati Matteo Salvini facendo leva sul diritto che ognuno ha alla felicità.

Quindi, partendo dall’assiòma che “ lo Stato è primo ladro d'Italia” via la legge Fornero, via gli immigrati, via i campi Rom, via dall’Euro, tasse al 15%, al rogo Equitalia e agenzie delle Entrate, via Matteo Renzi, il servo sciocco dell’Unione Europea e naturalmente sale e pepe quanto basta...  C’è un passaggio, però, del programma del già partecipante al “Pranzo è servito”, che seppur altamente accattivante e di sicuro effetto non ha trovato l’eco che meritava sui giornali. Peccato. Un vero peccato. Tra le cose che faranno non appena la destra di piazza del Popolo salirà al governo una merita di essere rimarcata.  Salvini ha annunciato che oltre alla legge Fornero abolirà anche la legge Merlin, quella che nel 1958 ha chiuso i bordelli. La sintesi salviniana è questa: riapriamo i casini, facciamo pagare le tasse alle prostitute e si presume anche ai viados, e utilizziamo la somma per finanziare asili nido per tutti e non solo per i figli del peccato! La ola della piazza ha dimostrato di gradire, quindi avanti tutta a riaccendere le luci rosse. Da #renziAcasa ai casini, vamos!  Il ragionamento tuttavia non fa una grinza. Quante volte di fronte all’Italia che va a rotoli abbiamo detto: se non ci diamo una mossa, finiamo tutti a puttane? Dalla metafora al programma elettorale il passo è breve.


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