Corte

11.05.2015 18:52

Quando la Corte Costituzionale boccia una legge o parte di essa, qualcuno dovrebbe provare un po’ di vergogna quantomeno per aver approvato una norma senza conoscerne appieno il significato. Può succedere che gli  “schiacciatori” di pulsanti come spesso sono definiti molti deputati cosidetti peones, non abbiano idea di ciò che approvano. Pazienza. Può succedere, come infatti è successo. Ed è successo che a volte perfino i ministri approvino decreti legge senza averne piena cognizione di causa e poi li mandino al Parlamento per l’approvazione. Prendiamone atto. Ma quando la Corte Costituzionale boccia una legge – anche se a maggioranza dei suoi membri - come ha fatto recentemente nei confronti dell’articolo 24 del decreto legge 201/2011 quello per intendersi che blocca l’adeguamento delle pensioni al costo della vita deciso dal governo Monti, chi ha le leve del potere in mano dovrebbe immediatamente porre rimedio. Invece pare che al danno provocato dal governo del tandem delle meraviglie Monti-Fornero il governo delle super meraviglie di Matteo Renzi le stia studiando tutte per fregare una seconda volta gli italiani attraverso qualche meccanismo degno di Macchiavelli. Intanto, pare, che i ministri verranno invitati ad approvare un “qualcosa” che, più che applicare tout court la sentenza della Corte, sia una sua interpretazione o una via di mezzo che non preveda  il ripristino totale dell’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Se lo faranno, forse, ne avranno gli strumenti giuridici.  E poi ce la venderanno come manna, secondo stile. Ma seppur in presenza di un costo esorbitante per lo Stato – ciò noi tutti – le soluzioni potrebbero essere trovate ugualmente a partire dalla  rateizzazioni del dovuto o cose simili. Ad oggi non sappiamo bene cosa escogiteranno i tecnici del Tesoro per limitare i danni, magari dando solo una caramellina ai pensionati. Sappiamo però bene che la norma del duo Monti-Forneno ha messo con le spalle al muro milioni di pensionati i quali si sono visti decurtare l’assegno, ma non le trattenute che grazie alle Regioni sono anche aumentate. Ok, facciamo finta che i ministri non conoscano appieno le leggi che si approvano. Ma la lingua italiana mediamente è conosciuta. Allora facciano lor signori e si cerchino quanti più sinonimi possibili della parola vergogna.


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