Eclissi

21.03.2015 06:29

Il giorno dell’eclissi dell’equinozio di primavera, o del sole nero che dir si voglia, è coinciso con l’eclissi e con il giorno più nero di Maurizio Lupi. Quel Maurizio Lupi che dopo aver dato le dimissioni nel salotto di Bruno Vespa ha deciso di mettere al corrente anche i colleghi deputati della Camera in quello passerà alla storia come il giorno dei lupi, delle pecore e degli agnelli sacrificali.  Per l’ex ministro delle Infrastrutture il suo eclisse sarà però di breve durata. Per lui, infatti, è già pronto il premio di consolazione sotto forma dello strapuntino di capogruppo di Area Popolare alla Camera. A Lupi, che ha vissuto giorni con un tempo da lupi e di mari in tempesta, va dato l’onore delle armi. Si è dimesso, doverosamente, senza che al momento sia indagato. È verosimile che le dimissioni del devoto seguace di Comunione e Liberazione più che spontanee siano state spintanee, nel senso che è stato spinto a darle. L’incontro a tre che ha visto per protagonisti Matteo Renzi, Angelino Alfano e appunto Lupi, ha dato i suoi frutti. Fonti bene informate raccontano che nella più segreta delle segrete stanze di Palazzo Chigi Matteo Renzi sia stato il solito spregiudicato panzer delle strategie ed abbia messo all’angolo Alfano e Lupi con discorsi del tipo: se resistete ci sarà una crisi di governo, il Ncd finirà all’opposizione... Insomma, tutti argomenti che hanno trovato l’humus adatto nel tenero cuore di Alfano che non disdegna una poltrona per sé più qualche sgabellino per il suo partitino sempre più alla deriva  dopo l’affaire Lupi. Questa è la politica. Ovvero ci sono le versioni ufficiali e poi la verità dei fatti e le scelte. E non sempre le due cose coincidono. Adesso Lupi è fuori, quindi evviva Lupi al quale come dicevamo va l’onore delle armi. All’ex ministro l’onere delle armi gli è dovuto anche perché nello stesso governo “resistono” ben quattro sottosegretari indagati e Renzi non ne caldeggia l’uscita. Così come Renzi e il Pd non hanno chiesto di fare un passo indietro a Vincenzo De Luca che si propone di fare il governatore della Campania anche se è condannato in primo grado per abuso d’ufficio. Così va il mondo. È tutto di una semplicità sconvolgente. Perché sappiamo bene che la legge è uguale per tutti e per tutti si applica, ma per gli amici e per gli amici degli amici si interpreta. C'est plus facile!


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