Eia Eia

12.03.2015 06:01

Dopo un quarto di secolo per la Lega Nord è un ritorno alle origini. Tranquilli: nessuna rimpatriata a Pian del Re per il rito dell'ampolla e neppure la riformulazione della secessione, con la minaccia dei fucili della val Brembana. Il ritorno alle origini della Lega va visto nell’ottica dell’atavica propensione all'espulsione. I meno giovani ricorderanno quella che è passata alla storia come la prima vera espulsione del muscoloso Carroccio del super muscoloso Umberto Bossi.  Era il 28 settembre del 1991 quando venne espulso il presidente della Lega Franco Castellazzi perché aveva osato far inserire esponenti del Carroccio nei Consigli di alcune partecipate della Regione Lombardia. Prima di lui era toccato alla sorella di Bossi, Angela, e al cognato Pierangelo Brivio per una questione di posti in lista. Quelli erano gli anni del celodurismo più esibito, della secessione, di Roma ladrona, della lotta alle poltrone... insomma della Lega dura e pura. Di quella Lega partita come vessillo del Nord, degli interessi del Nord, che sognava per il Nord una storia come la Scozia o come la Catalogna, ma che è poi finita anestetizzata alla corte del re di Arcore e nelle mille poltrone dei Palazzi della fu Roma ladrona.  Tornando agli epurati la lista è aumentata di anno in anno e, va detto, senza fortuna e senza futuro alcuno per gli espulsi o i fuoriusciti. Oggi è il turno di Flavio Tosi, sindaco di Verona e ormai ex presdente della Liga veneta, dimissionato la scorsa notte in quanto colpevole di ostacolare il corso della nuova Lega salviniana. Come finirà questa storia è presto per dirlo, per intanto Matteo Salvini si è beccato del “Caino travestito da Abele” da Tosi fresco di espulsione. La guerra Salvini-Tosi-Zaia con qualche zampata del vecchio leone Bossi non fa che confermare che la “nuova” politica poggia su due pilastri: l'adulazione incondizionata del capo o le espulsioni. In sostanza: o canti le lodi o hai la via segnata. Espulso Tosi al giovane muscoloso Salvini, emulo del Bossi della prima ora, non resta che indossare una nuova felpa con la scritta: chi tocca il capo muore. E per Matteo il neo celodurista che delle Alpi del Po guarda al Tevere sognando il Salento e la valle dei Templi ... eia eia alalà.


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