Evviva, il calcio ha i suoi nuovi e immacolati condottieri

22.08.2014 07:47

Ci eravamo lasciati, prima della breve pausa estiva, con l’editoriale dedicato a Carlo Tavecchio. (vedi articolo).

Nel frattempo il ragioniere di Ponte Lambro è diventato presidente della Figc in barba alle tante sparate di dubbio gusto che l’hanno reso celebre.  Al nuovo padrone del calcio italiano contestavamo sia le sparate dal sapore razzista sia una parte della sua storia personale con le cinque condanne (vedi wikipedia) riportate per reati di natura fiscale. E ci ponevamo una domanda: può, oppure è lecito e normale che a rappresentare il calcio italiano ci sia una persona che ha avuto vistose disavventure con la giustizia italiana? La risposta l’hanno data quei signori che votandolo, e preferendolo a Demetrio Albertini, lo hanno eletto alla guida della Figc. Evidentemente i sostenitori di Tavecchio hanno sorvolato sulle battute da gaffeur e sulla sua storia personale.

L’opera calcistica – dopo l’elezione del nuovo padrone del calcio – tanto per restare in tema si è poi conclusa con l’ingaggio faraonico di Antonio Conte il quale forte di una squalifica di quattro mesi per il calcio scommesse (omessa denuncia) ha portato a casa la nomina condita da un assegno di 8 milioni di euro per due anni più eventuali e non irraggiungibili altri premi. Naturalmente Conte definisce la sua condanna “un’ingiustizia” e Carlo Tavecchio, con la sua faccia da pane e salame assicura che chiarirà il senso delle sue battute razziste agli organi competenti, ovvero all’Uefa che ha aperto un’inchiesta, mentre ha taciuto sulle condanne penali anche perché nessuno gliene ha chiesto conto.

Così tra un nugolo di giornalisti e fotografi plaudenti l’ex tecnico della Juve ha messo la sua preziosissima firma sul contratto con buona pace di tutti. Evidentemente per un certo mondo basta vincere o almeno provare a vincere, il resto è tutto superfluo. Quindi Tavecchio dalla scrivania e Conte dal campo cercheranno di dare lustro alla malconcia nazionale di Calcio italiana. Un duo vincente? Se sarà così potrebbero anche ammazzare la suocera e otterrebbero altre nomine.

Non mi va di fare il moralista né tanto peggio il falso moralista, ma attraverso certi comportamenti e con condanne passate in giudicato è normale essere i condottieri del calcio, che rappresenta pur sempre un business e anche un po’ d’immagine italiana in giro per il mondo? Domande superflue. E non solo per Tavecchio e Conte.

Il Silvio Berlusconi assolto dall’accusa di concussione e prostituzione minorile ha fatto scuola e magari farà anche legislazione. Quindi se Ruby era (certificato prima da un voto del Parlamento degno del teatro Bagaglino) la nipote di Mubarak e che le cene del bunga bunga ad Arcore erano convivi da educande nulla è più precluso. Altri esempi di comportamenti bordeline tra reato e malcostume, volendo, non mancherebbero. Tavecchio e Conte sarebbero in buona compagnia, ma è meglio sorvolare.

Noi, purtroppo, siamo un Paese in cui con una battuta fulminante delle sue Marco Travaglio ha dipinto così: "In Italia avere la fedina penale sporca fa curriculum per entrare in Parlamento".

E visti gli ultimi esempi, anche per ottenere alte cariche di rappresentanza e gestione dello sport. Non illudiamoci, però. La fedina penale sporca fa curriculum, ma non per i comuni cittadini. Aiuta e non poco i potenti. Per gli altri c’è prima la galera e poi l’oblio perenne.