La conoscenza rende liberi, l’ignoranza schiavi. Da Primo Levi e "Se questo un uomo" alla domanda: se questo è un leader

18.04.2014 08:23

La scorsa domenica 13 aprile la Stampa ha pubblicato un lungo articolo a firma del suo direttore Mario Calabresi dal titolo: “Noi, le bambine di Auschwitz” in cui ha raccontato la storia delle sorelle Tatiana e Andra Bucci giunte bambine (quattro e sei anni) e miracolosamente scampate allo sterminio. Un articolo che è stato difficile leggere tutto d’un fiato, senza fermarsi mai tanto era coinvolgente e tragico il ripercorrere i giorni tristi dell’Olocausto nei ricordi delle bambine che hanno ancora oggi, a settant’anni di distanza, i numeri tatuati sul braccio  e l’anima scossa dal ricordo.

Pochi giorni dopo, colui che un tempo era comico e adesso è un capopopolo, non ha trovato nulla di meglio da fare che rubare la tristemente famosa immagine del cancello d’ingresso di Auschwitz con la sua scritta “Arbeit Macht Frei” (“Il lavoro rende liberi”) e profanare un passo di Primo Levi per mera propaganda politica. Nemmeno l’indicibile dramma dell’Olocausto è risparmiato dai venditori di urla? Dal libro di Levi “Se questo è un uomo” alla scontata domanda: se questo è un leader.

Purtroppo nemmeno le immani tragedie della nostra Storia recente sono risparmiate, visto che il coro di condanna non è stato unanime e la rete è stata la prima a partire dando da subito il peggio di sé. C’è anche chi ha scritto, sgrammaticato come lo riporto: “Ma gli ebrei ancora esistono? Ai, ai Hitler non ti sei impegnato abbastanza”.

Non è stato necessario ripensare alle sorelline Bucci, per provare un’immensa vergogna. Ma anche giornali e Tv in qualche modo hanno montato il solito caravanserraglio in cui a contendersi il quarto d’ora di celebrità c’era il solito circo Barbun da talk-show. Fin qui tutto nella norma. Ma sentire qualcuno spiegare che in fondo Grillo aveva fatto solo una provocazione per questioni di marketing, che non era contro gli ebrei e Primo Levi e che così facendo aveva centrato il suo obbiettivo, ebbene di fronte a questo tipo di ragionamento da mercato delle vacche anche il provare vergogna è stato un sentimento troppo nobile.

L’agone politico si sa è scivolato sempre più in basso, la politica secondo la definizione del socialista della Prima Repubblica Rino è “sangue e mer...”, ma gli illusi pensavano che oltre un certo limite non si potesse scendere. Ce l’ ha fatta Grillo, dividendo pure la pubblica opinione e gli addetti ai lavori tra lo sdegno sincero di molti e la comprensione del marketing degli altri. Ce l’ha fatta trovando terreno fertile nell’ignoranza totale della Storia, della nostra Storia. Grillo antisemita? Nonostante alcune discutibili prese di posizione troppo vicine al “negazionismo” è difficile dargli questa etichetta. Grillo è solo

un grande provocatore, senza limiti né confini. E senza regole. È un leader che non si ferma davanti a nulla quando c'è da rincorrere l'opinione pubblica e provare a recuperare la scena.

La sintesi migliore l’ha fatta (ma pensa te!)  Alessandro Sallusti al quale lasciamo la responsabilità dell’affermazione: “È solo l'ennesima cretinata di un cretino in cerca di visibilità su quegli stessi giornali e telegiornali che dice di odiare e che vorrebbe mettere al rogo”. Sintesi perfetta, ma un po’ troppo semplicistica e certamente non da perdonare come una scivolata di cattivo gusto. Per qualunque motivo e per qualunque fine a nessuna persona degna di questo nome può essere concesso di vilipendere le tragedie della Storia come la Shoah per gridare al mondo il proprio pensiero politico.

Naturalmente la condanna alle parole del comico genovese è giunta immediata dal presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna: “Con l'ultima infame provocazione, Grillo solletica i più bassi sentimenti antisemiti e cavalca il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi. E' un'oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l'Italia intera. Si, offende. Forse non l’Italia intera viste le reazioni. La risposta del leader 5Stelle? Eccola: “Il capo degli ebrei è uno stupido".

E allora, se la politica nuova è questa cosa volgare, non c’è speranza di cambiare per regalare a chi verrà dopo di noi un posto migliore in cui vivere. Purtroppo il peggio è come un fiume in piena che corre e a volte tracima. Non sempre – fortunatamente – riesce ad uscire dagli argini. A volte le sponde possono essere un buon libro. Oppure una frase come questa di Primo Levi: “I mostri esistono, ma sono troppo pochi per essere davvero pericolosi. Sono più pericolosi gli uomini comuni, i funzionari pronti a credere e obbedire senza discutere... Occorre dunque essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà”.

La conoscenza rende liberi, l’ignoranza schiavi.