Lavoro

09.03.2015 06:11

Con l’entrata in vigore del jobs act (faceva troppo provinciale usare il termine piano per il lavoro? ) per l’Italia si preannuncia una nuova primavera. Una primavera fatta di lavoro per tutti e naturalmente di assunzioni. Ce lo ha preannunciato il primo ministro Matteo Renzi: “Quest'anno ci saranno molte più assunzioni che licenziamenti: sono pronto a scommetterlo e molto dipenderà dal jobs act che rende molto più semplice assumere. Il jobs act è una grande rivoluzione perché porterà finalmente l'Italia fuori dalle secche della disoccupazione”. In sostanza il classico uovo di Colombo: era lì a portata di mano, bastava chinarsi a raccoglierlo. Ce da crederci? Bisognerà attendere per vedere come andranno le cose, perché come spiegava Totò alla fine è il totale che fa somma! Tutta questa ministeriale euforia – volendo fare la parte del diavolo – è un po’ sospetta. E il sospetto che qualcosa nei confronti dei diritti dei lavoratori non torni lo si evince dal fatto che a brindare allo jobs act e alla fine dell’articolo 18 sia stata senza tentennamenti – se non di facciata – proprio Confindustria. Ripeto: bisogna aspettare per vedere se i conti e le previsioni dei super cervelloni del ministero tornano o se a trionfare saranno i grafici e le slides che fanno molto chic ma che notoriamente non sono persone in carne e ossa, mentre lo sono i lavoratori e i disoccupati di cui in troppi parlano per... sentito dire! Nessuno, ragionevolmente, potrebbe affermare che la riforma del lavoro non andava fatta. Ma nessuno può altrettanto dire, sperando che gli si creda sulla parola, che l’arrivo del jobs act sia per l’Italia come la manna che Dio mandò agli israeliti durante le loro peregrinazioni nel deserto. Facciamo una media, e facciamo la tara concedendo sulla fiducia al Governo (ok, facciamoci del male) il beneficio d’inventario. Certo, qualche dubbio sull’intera operazione resta. Gli stessi dubbi, tanto per dire, che incontreremo se  a fare la pubblicità per la donazione del sangue avessero scelto come testimonial il conte Dracula.

 

 

 


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