Lotteria

23.06.2015 06:26

Un tempo era una sorta di luogo comune, che poi luogo comune non era, affermare che le auto della Polizia di Stato non potevano uscire dalle Questure per mancanza di manutenzione e in certi casi perché non c’era benzina a sufficienza. Pareva un’iperbole o un’esagerazione magari finalizzata a strappare qualche miglioria sul contratto di categoria. Poi a volte e in alcune realtà la situazione era se possibile anche peggio. Tra questi “peggio” andrebbe inserita anche la situazione di Padova, portata in luce dal giornale locale “Il Mattino di Padova”. In sostanza, scrive il quotidiano della città euganea, per sopperire alla mancanza di divise operative in dotazione agli agenti un sindacato di categoria – l’Ugl – ha organizzato una lotteria alla quale hanno aderito prontamente moltissimi commercianti nonché il sindaco della città Massimo Bitonci. Tramite la lotteria gli organizzatori sperano di mettere insieme i 2100 euro necessari a comprare il vestiario per gli agenti. Capito? 2100 euro la cifra iperbolica che serve per comprare circa 150 polo per avere almeno il cambio di una maglietta. È pur vero che, come spiega il segretario provinciale dell’Ugl “l’iniziativa, oltre a essere funzionale per gli agenti che prestano servizio sulle strade di Padova in mesi caldi come quelli estivi, vuole essere una provocazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla grave situazione di carenza di vestiario in cui vive la Polizia di stato”, ma resta comunque il rammarico di assistere a queste cose dopo che ogni giorni siamo costretti a leggere di ruberie e scandali messi in essere spesso da rappresentanti di quello Stato che la Polizia contribuisce a difendere. Una situazione paradossale che dovrebbe far vergognare qualche centinaio di parolai e dispensatori di amenità stipati sugli scranni di Camera e Senato e che bivaccano da un talk show all’altro raccontandoci la storia dell’acqua calda. La vicenda padovana, siamo certi, varcherà i confini dell’Italia e finirà per ingrossare la fama che già ci siamo fatti all’estero sulla serietà di certi – non tutti ovviamente – nostri governanti. Avanti di questo passo, l’Italia diventerà tutta una lotteria. E pensare che per qualcuno è da tempo immemore il paese dei balocchi.


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