Menefreghismo e faccia tosta

24.04.2015 13:07

La morte del cooperante italiano Giovanni Lo Porto,  pare avvenuta per mano “amica”, è piombata in Italia nel pomeriggio del 23 aprile nel bel mezzo della discussione sull’utilizzo o meno dei droni da impiegare come arma contro i trafficanti di carne umana. Una pensata geniale, figlia dell’italico ingegno soprattutto perché i nostri drono possono al massimo volare, ma non sono armati. Ma questo è un altro discorso. Pare che a causare la morte del giovane siciliano sia stata la solita “operazione chirurgica” affidata proprio ad un drone. Ricordiamo tutti bene i disastri delle cosiddette “operazioni chirurgiche” delle missioni di pace in Afghanistan e  durante le guerre del Golfo. Purtroppo come riporta la stampa a partire proprio dal quella americana, “Lo Porto non è assolutamente il primo innocente ucciso dai nostri droni, e in nessun altro caso gli Stati Uniti hanno chiesto scusa per i loro errori”. Amen.

La notizia, in Italia, ha provocato sconcerto, ma non ha scatenato come in altri casi levate di scudi e discese nelle varie piazze mediatiche dove tracimano i saccenti e gli ignoranti tout court . Se si dovesse valutare il fatto solo dai giornali e dalle Tv si potrebbe parlare di una morte passata inosservata o poco più tra una notizia e l’altra, magari inframmentata dalla pubblicità di un pannolino o di un caffè. Ma se c’è una cosa che grida vendetta e fa aumentare in modo esponenziale il livello di bile è stato il vedere il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferire del fatto nell’Aula della Camera praticamente deserta. Che vergogna, che squallore. Su 630 deputati che compongono l’Assemblea erano presenti solo una quarantina di essi, mentre tutti gli altri erano in chissà quali altre faccende affaccendati.

Eppure quando c’è da fare passerella e sproloquiare in favore di telecamera masticando magari un italiano piuttosto approssimativo, i deputati ci sono eccome. Quando c’è da spararla grossa, non si tirano mai indietro. Invece, quando si ricorda la morte di un connazionale, impegnato con una organizzazione umanitaria, l’aula è vuota. E qui non è nemmeno una questione – peraltro molto discutibile – di essere in disaccordo con la scelta di andare in qui luoghi. Qui non centra nulla il dibattito se è giusto o meno mettere a repentaglio la propria vita, per una missione umanitaria. Si può essere anche in totale disaccordo con le scelte altrui. Ma i rappresentanti del popolo non possono girarsi dall’altra parte.

L’assenza, in sostanza, è solo da attribuire a menefreghismo e faccia tosta. Il lato positivo è quello che per l’ennesima volta hanno fatto vedere l’elevata coscienza – nazionale e personale – della stragrande maggioranza dei rappresentanti del popolo. Complimenti. Complimenti vivissimi. E che Dio ce la mandi buona. 

 

 


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