Nani

12.04.2015 05:38

Forse la colpa è da imputare al primo caldo, ma se il sole fa questo effetto ci aspetta un'estate torrida e non sotto l'aspetto meteorologico. In ogni caso, sole o non sole, la politica di questi giorni assomiglia alla maionese impazzita. Fa un certo effetto scorrere i giornali ed imbattersi in dichiarazioni di leader politici che stonerebbero perfino nelle vecchie taverne dei porti che furono. Imbattersi in Matteo Salvini che annuncia “siamo disposti ad andare a prendere Renzi a Palazzo Chigi se per caso non dovesse usare i soldi che ha trovato sotto il materasso per aiutare le vittime della legge Fornero” fa un effetto macabro. Certo è una boutade. Ma non tutti hanno la cultura del leader lumbard - una cultura diciamo umanista, maturata tra un quiz e l'altro a Mediaset - per capire che si tratta appunto di una boutade. A qualcuno potrebbe venire in mente di farlo per davvero. Diciamo che è un po' nel Dna della Lega Nord spararle grosse, ma almeno i fucili della val Brembana di bossiana memoria mettevano di buon umore. Qui no. Una frase come quella che Matteo Salvini ha indirizzato al collega di quiz Mediaset Matteo Renzi, non fa ridere per nulla. Inquieta. Minacciare di andare a “prendere” il capo del governo nel Palazzo del governo, equivale a minacciare la rivolta armata. Non succederà nulla ovviamente. Questi, per fortuna, gridano con la pancia piena e le tasche gonfie. La rivoluzione la fanno nel salotto di casa con patatine e birra mentre in Tv scorrono le immagini di “A conti fatti” di Elisa Isoardi. Se proprio Matteo Salvini, ovvero un uomo chiamato tubo catodico per l’assidua presenza in la Tv, sentiva il bisogno di spararla grossa dopo un paio d'ore di sole, poteva consultare l'altro gigante del bon ton istituzionale che risponde al nome di Renato Brunetta. Il più discolo di Forza Italia, anche lui un po' stordito dal sole ha affermato: “Renzi è un imbroglione, un venditore di tappeti”. Non sappiamo come la prenderanno i venditori di tappeti, ma volete mettere la finezza dell'eloquio del professore veneziano contro la rudezza padana del campione de “Il pranzo è servito?”. Mettiamola così e stendiamo un velo pietoso: “Quando il sole è al tramonto, anche l'ombra dei nani si allunga”.


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