Normale

11.10.2015 06:47

Da ieri 19 cittadini italiani e stranieri (nove uomini e nove donne) sono diventati Ufficiali, Cavalieri e Commendatori della Repubblica Italiana. Il presidente Sergio Mattarella ha conferito loro l’alta onorificenze per gesti e fatti attinenti al loro lavoro o per scelte compiute che hanno esaltato il loro impegno quotidiano nel sociale e la testimonianza dei valori civili in cui credono. I loro nomi (vedi La Stampa) sono pressoché sconosciuti al grande pubblico in quanto si tratta di gente normale, che nella normalità della loro vita quotidiana, fatta di lavoro e impegno, hanno saputo dimostrare senza alcun clamore che il mondo non ha bisogno né di eroi né di piazzisti perché alla fine ciò che rende straordinaria una storia è la semplicità di una vita lontano dalle luci della ribalta. La sintesi sta nel titolo del libro di Vittorino Andreoli: “Elogio della normalità”. Sì, un grande elogio alla straordinaria normalità che è poi l’Italia degli onesti. Le storie dei 19 premiati stridono fortemente con il chiasso inutile della quotidianità a partire da quel circo Barnum che è diventata la politica nazionale. Eroi silenziosi, eroi per caso e mai per scelta; eroi senza saperlo e senza volerlo. Ecco perché piace apprendere che in mezzo a tanti fenomeni da baraccone di cui sono piene le reti e televisive e spesso qualche sedere trova posto anche tra gli scranni dorati del parlamento la normalità è un valor importante. Proprio nei giorni in cui mezza Italia si dilettava a giocare con l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino come si fa con il pupazzetto del tiro a segno tra cori beceri e bandiere nefaste ecco trionfare la normalità delle gente comune. Ovvio durerà poco, ma intanto una lezione arriva proprio dagli eroi con la vita da persone normali e lontane dal clamore mediatico. Il contrario, insomma, di quello che propone la brodaglia attuale. Per un chirurgo che ha fallito la missione ecco scendere in campo un esercito di premi Nobel della medicina tutti in grado di garantire alla capitale d’Italia un futuro radioso. Sono, costoro, l’esatto contrario delle persone premiate da Mattarella perché la regola per questi figuranti del circo Barnum è una sola: apparire, apparire, apparire e vendere paccottaglia mediatica come se la stessa fosse lo scrigno de tesoro. Con il cadavere (politico) di Marino ancora caldo gli avvoltoi hanno cominciato a girare sui cieli della Capitale. Non ci sarebbe poi tanto di male, visto che qualcuno il sindaco dovrà pur farlo. È quel ritenersi dei fenomeni, dei tuttologi, dei premi Nobel, dei venditori di cure miracolose che disturba chi ha conservato un minimo di buon senso e sa dare il giusto peso alle cose della vita.  In questo mondo alla rovescia continueremo a trovare nei salotti Tv i finti galli da pollaio intenti a fare finta di beccarsi. Per loro vale il motto: apparire e non essere. Per chi è salito al Quirinale per ritirare la pergamena è l’esatto contrario. Lo straordinario dell’essere persone normali sta tutto qui: essere capaci di trasformare la normalità in qualcosa di eccezionale, senza sentire il bisogno di starnazzarlo ai quattro venti dell’etere.

 

 

 


contatori