Pamela, l'orrore e un pugno di voti

06.02.2018 15:39

Perfino un raccapricciante fatto di cronaca come la tragica fine di Pamela Mastropietro, la diciottenne i cui poveri resti sono stati ritrovati in due valigie a bordo di una strada, è finito dritto dritto nella campagna elettorale. A Roma dicono: e te pareva! A questo orrore si  aggiunge il fatto del nerboruto pistolero che a Macerata ha pensato bene di trasformarsi nel giustiziere della notte, avvolgendosi in un tricolore. Nel primo caso c’è un nigeriano che ha fatto scempio del corpo della povera Pamela, nel secondo un gigante grande e grosso con la svastica tatuata in testa che voleva liberare l’Italia dalla feccia nera che con la sua presenza ammorba l’aria e veicola tutti i giorni malvagità e reati da ergastolo. E così ecco che la politica compie il suo capolavoro e si butta sulle tragedie come jene affamate. C’è chi accusa Matteo Salvini di essere il mandante morale della tentata strage di  Macerata e Matteo Salvini che accusa la sinistra di essere la vera autrice dello massacro della giovane romana. Per pietà e per vergogna tralasciamo di riportare le voci assurde e perfino patetiche dei comprimari della politica che di talk show in talk show hanno sparato il loro carico di assurdità ben spalleggiati da conduttori più attenti all’auditel che a fare informazione. Basta essere in campagna elettorale per accettare tutto questo? Naturalmente no. Ma nel viaggio verso gli inferi in cui pare camminare la nostra politica, invece, pare proprio di sì. Ormai si viaggia con i sondaggi in mano, ed in base a quelli si butta in pasto agli elettori ogni nefandezza. Già si avvertiva la nausea per le mega balle che ormai da giorni gli aspiranti salvatori della Patria da destra a manca ci buttano addosso come coriandoli per gli stolti, ma almeno ci avessero risparmiato di trasformare la morte in materia buona per il voto. È difficile trovare il bandolo della matassa e provare a venirne fuori di fronte a tanta assurdità. Di fronte a queste cose torna d’attualità un vecchio detto: “Il più pulito ha la rogna”. Non consola, certo. E non consola nemmeno sapere che questi signori che si occupano dell’orrore per un pugno di voti lo fanno pensando a noi, o almeno a quella parte di noi, che si sente attratta da questi politici da strapazzo tanto da accordare loro la fiducia nell’illusione che siano proprio costoro a dare un futuro sereno alla nostra Italia e al nostro futuro. Siamo mal messi. Non sappiamo cosa ci riserverà il domani. Ma se al presente il tempo non è bello, il futuro fa presagire tempesta.