Quaglia

16.10.2015 07:33


Una notizia drammatica sta scuotendo in queste ore la politica italiana: Gaetano Quagliariello si è dimesso da coordinatore nazionale del Nuovo centrodestra. Con la speranza di superare il trauma siamo tutti a chiedersi: che farà adesso il sant’uomo? Cosa farà non è chiaro, cosa avrebbe voluto fare invece è abbastanza noto: il ministro degli Affari regionali. Purtroppo nei giorni scorsi è gli è arrivato all’orecchio la soffiata che per quel posto Matteo Renzi si apprestava a scegliere Dorina Bianchi e che per lui non c’era posto. Non appena la pulce ha soffiato la notizia all’orecchio del coordinatore del partitino di Angelino Alfano, l’Uomo si è reso immediatamente conto che il Nuovo Centro Destra era finito a sinistra. Una roba da far venire il capogiro! Che arguzia e che acume politico. E che tempismo. E così un minuto dopo per l’ex radicale, ex Forza Italia ed ex Pdl è arrivato il momento di fare il broncio. Perché tutto era disposto ad accettare e tanto aveva già accettato pur di finire al Governo, meno che essere sorpassato nelle preferenze del premier da Dorina Bianchi altrimenti conosciuta come lady trasloco, per aver cambiato sette partiti durante la sua fulgida carriera politica. La scelta di Quagliariello ha gettato nel panico il Nuovo Centro Destra tanto che un vecchio marpione come l’ex socialista, ex Partito Socialista Riformista, ex Forza Italia, ex Pdl come Fabrizio Cicchitto in Parlamento dal 1976 si è affrettato a definire con involontaria ironia la scelta del compagno di strada “la scissione dell'atomo”. Preoccupati e ansiosi staremo a vedere cosa succederà e se Quagliariello farà un altro salto della quaglia. Giustamente la notizia è finita su tutti i giornali ed ha scatenato un dibattito di alto profilo. La stessa è stata ritenuta così interessante da aver spinto in fondo pagina un’altra notizia arrivata dal versante politico e cioè che Roberto Perotti, 54 anni, ordinario di Economia politica alla Bocconi, da un anno consulente economico di Palazzo Chigi alla spending review ha in mente di lasciare l’incarico per tornarsene al suo lavoro alla Bocconi. Pare che l’illustre professore si sia reso conto che del suo lavoro e delle sue proposte di ridurre la spesa pubblica nella legge di Stabilità era rimasto praticamente nulla se non un po’ di fuffa. Se non tornerà sui suoi passi il professor Perotti getterà la spugna come in precedenza avevano fatto altri due commissari alla spending: Enrico Bondi e Carlo Cottarelli. Ecco la vera notizia politica poteva essere questa e non attardarsi a perdere tempo con Gaetano Quagliariello che pare – altra notiziona– abbia ricominciato a comporre i numeri di telefono dei centralini di Arcore. Solo che evidenziare troppo la scelta di  Roberto Perotti avrebbe finito con il danneggiare l’immagine del primo ministro, quindi meglio concentrarsi sulla possibile scissione dell’atomo e far cantare in coro alle ugole d’oro d’Italia la canzoncina: “Quaglia, Quaglia, Quagliarello salta salta il mondo è bello…”.


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