Radicali

30.07.2015 05:59

Se non fossero radicali avremo già il titolo bello e pronto: c’eravamo tanto amati. Ma anche se l’attacco che Marco Pannella ha riservato a Emma Bonino è di quelli che lasciano il segno, magari scemerà un po’ l’amore, ma da radicali non si faranno la guerra. Lo storico guru della rosa nel pugno nei giorni scorsi  ha praticamente espulso dal partito la compagna di mille battaglie: “Emma Bonino si comporta come se si fosse dimessa dal partito. Lei non opera più da militante ed esponente radicale. Ha contatti con tutto il mondo tranne che con noi. Tanto per lei il problema è di continuare a fare parte del jet set internazionale”. La cuneese Emma ci è rimasta malissimo, ma seppure è conosciuta per il suo carattere spesso spigoloso si è limitata a dire: “Mi fa male, non sono di legno”, poi è calato il silenzio. Che non è un silenzio di sufficienza, ma proprio il silenzio di chi non vuole andare oltre con la polemica.  Marco Pannella è stato ed è un grande leader, un genio, uno che ha speso la propria vita per i radicali, ma è stato anche il limite più grande per il suo stesso partito. Può sembrare una contraddizione in termine, ma è la sacrosanta verità. Non solo nessuno ha mai osato muovere una foglia senza il suo preventivo assenso, nessuno ha mai osato andare contro le sue frequenti giravolte politiche, ma soprattutto appena si intravedeva all’orizzonte la possibile nascita di un altro leader scattava subito una sorta di fatwa tanto che si trovava subito il modo per segarlo o costringerlo all’autorottamazione. Chi si ricorda per esempio il nome di un paio di segretari del partito radicale degli ultimi 30 0 40 anni? Eppure nel corso degli anni si sono avvicendati almeno una ventina di segretari molti dei quali sono poi letteralmente spariti.  Qualcuno si ricorda per esempio di Giulio Ercolessi, o del francese Jean Fabre, di Giovanni Negri, Giuseppe Rippa, Mario Staderini, o Antonella Casu? I radicali sono Marco Pannella e Emma Bonino, con la seconda che ha avuto una brillante carriera politica che l’ha portata ad essere commissario europeo sempre un passo indietro rispetto al narciso e iracondo Pannella. I radicali hanno fatto tutto loro: hanno condotto grandi battaglie sui diritti civili (su tutte divorzio e aborto), raccolto voti e dilapidato tutto proprio a causa del ruolo tracimante e totalizzante di Pannella.  Detto questo la sparata fatta da radio Radicale Marco Pannella se la poteva risparmiare.  E non perché in questo momento Emma Bonino sta combattendo la sua più grande battaglia contro un male terribile che l’ha colpita e contro il quale sta lottando da vera radicale, ma proprio perché la frase è stata ingenerosa. Ma se così non fosse stato Pannella non sarebbe Pannella, e i radicali non sarebbero radicali. Il loro motto, ovvio mai scritto ma solo praticato, è sempre stato questo: compagni facciamo del male da soli.


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