Rai

29.03.2015 06:50

Mentre arriva il primo sì alla riforma Rai da parte del Consiglio  dei ministri, viene da chiedersi: la riforma era così urgente da essere messa in capo a tutte le altre? La risposta, pur semplificando molto, è no. Ma la Rai non è una questione di poco conto nell’era del renzismo e dell’annuncio di una riforma al giorno. Per dare una svolta alla #voltabuona serve una Rai più libera e non schiava dei partiti. Ecco quindi profilarsi all’orizzonte una riforma che potrebbe mettere fine a questa stortura. Stop all’ingerenza dei partiti. Evviva. Per la nuova Rai basta e avanza un partito solo presumibilmente quello dell’uomo solo al comando se non addirittura la Rai direttamente alle dipendenze dell’uomo solo al comando! Fuor di battuta le linee guida di ogni riforma renziana hanno tutte le stesse caratteristiche: si parte da  un’esigenza reale, la si promoziona bene e la si attua a immagine e somiglianza di chi l’ha concepita. La prossima riforma della Rai lascia intendere un controllo dell’azienda formalmente più libero, ma sostanzialmente sarà molto più controllabile visto che non serviranno più le liturgie attuali tra partiti, sottopartiti e correntine varie ma basterà rispondere a governo e parlamento che si saranno presumibilmente formati attraverso una legge elettorale che prevede un gran numero di nominati. Nominati e quindi fedeli, come e più di Fido scodinzolo. Ne consegue che a riforma approvata qualcosa potrebbe succedere. Chi è addentro alle sacre cose di Palazzo ipotizza l’avvicinarsi del voto sul cui piatto potrebbe esserci anche il dimezzamento del canone Rai che assomiglia molto alla vecchia abolizione dell’Ici. Il popolo non ha pane? Che mangino le brioches (cit. Maria Antonietta d’Asburgo). Non possiamo affermare con certezza che si voterà presto, ma con la Rai riformata e una nuova legge elettorale con la quale andare al voto è chiaro che la strada per il Riformatore sarebbe tutta in discesa.  Ma questi sono solo cattivi pensieri figli di un vecchio telefilm pre riforma. Speriamo sia così. Però come diceva Giulio Andreottia pensar male si fa peccato, ma sovente si indovina”.  Visto l’andazzo non è poi così difficile imbroccare al previsione giusta. Non serve nemmeno consultare il mago Oronzo. Basta stare appena appena sereni.


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