Razzi

14.07.2015 07:02

Per fortuna la politica italiana non è solo Matteo Renzi. E neppure Silvio Berlusconi o Beppe Grillo. Quella è la politica di tutti i giorni. Sai che noia. Che barba, che noia. Che noia che barba.  Qui vogliamo parlare della politica eccelsa, quella dei numeri uno. Quella che fa conciliare il popolo con la “polis”. Per fortuna che in Parlamento ci sono persone che sanno coniugare il sacro con il profano e il profano con  il sacrilego dalla cui copula ad ogni morte di papa nascono i veri rappresentanti del popolo. I geni. Ovviamente si è capito che parliamo MOLTO seriamente e di un vero numero uno. È chi è il vero numero uno della politica italiana, quello che ti fa sentire fiero di averlo come tuo rappresentante? Naturalmente Antonio Razzi, l’inarrestabile, l’immarcescibile, l’irrefrenabile onorevole Antonio da Giuliano Teatino. Da un paio di mesi gira su you tube il debutto musicale del senatore abruzzese di nascita, svizzero per residenza e elezione che si presta volentieri a fare la parodia di sé stesso, riuscendoci peraltro molto bene e senza sforzo alcuno. Il brano da hit parade si intitola "Famme Cantà". Complessivamente un’opera d’arte, ma è il testo il vero pezzo forte del capolavoro razziano. Perfino il grande Mogol ha provato invidia di fronte a un testo cos profondoì:  “Sono stato eletto senatore anche perché di fame si muore. Poi Crozza mi ha imitato e ora sono anche famoso. Caro amico te lo dico da amico, fatti li c... tuoi”. D’accordo, in parlamento ci sono finiti anche personaggi diciamo un po’ sopra le righe. Non solo Cicciolina, la pornostar che ha ravvivato un po’ l’ambiente e adesso si gode il vitalizio da 3.000 euro al mese, ma anche altri meno seri di Ilona Staller hanno lasciato un segno profondo tra i banchi di Camera e Senato. Un tempo si diceva nani, ballerine, cantanti, presentatori , poi sono arrivate le belle figliole…Ma qui, con mister Antonio, siamo al capolavoro. All’apoteosi del genio in mezzo al deserto. Insomma: roba da affidarne la difesa al WWF. Altro che Totò che vendeva la fontana di Trevi al pirlotto americano. Qui siamo alla vendita, alla compravendita e finanche ai saldi di fine serie. Uno, tutt’uno, centomila e forse più. Si ricorderà che Razzi passò dall’Italia dei valori al popolo della Libertà dopo aver denunciato pubblicamente  - come riporta il sito Rai News  - “una presunta compravendita di deputati da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando che gli era stato proposto il pagamento del mutuo, un posto nel governo e la rielezione sicura”. Cosa che naturalmente avvenne, a parte il mutuo di cui non si ha notizia. Che mister Antonio sia anche veggente? O solo preveggente? In ogni caso, mutuo o no, dal passaggio a Forza Italia in poi il Nostro ci ha regalato solo cose eccelse e frasi memorabili. Tipo: “Sono lo schiavo di Berlusconi, sto al guinzaglio. Mi paga quindi faccio tutto quello che mi chiede”. Insomma cose leggendarie culminate  prima con i viaggi in Corea del Nord e infine nel videoclip che concorre al Premio Grammy in America. Speriamo che Antonio “fatti li cazzi tua” non vinca. Già abbiamo dovuto rinunciare a Cicciolina, che chiamava i deputati cicciolini. Immaginate un po’ le buonanime di Craxi, Spadolini, Andreotti… tutti onorevoli cicciolini! Americani mettetevi una mano sul cuore: non toglieteci Razzi. Al limite prendetevi Renzi.

Ps: E se qualcuno si azzarda a dire che ruba lo stipendio e non si merita poi il vitalizio lo fucilo sulla pubblica piazza. Ma faciteve li c…i vostra. Altrimenti sono razzi amari


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