Sanità

27.07.2015 07:12

Mentre il primo ministro Matteo Renzi annuncia un draconiano e un po’ fantasioso piano di taglio delle tasse, l’ultima domenica di luglio ci riserva un altro annuncio. A farlo è quel Yoram Gutgeld che è il Commissario alla revisione della spesa pubblica, l’uomo fortemente voluto dal primo ministro al posto del (praticamente) silurato Carlo Cottarelli. Ebbene che cosa ha proposto questo politico ed economista israeliano naturalizzato italiano, deputato del Partito Democratico? Ma la cosa più semplice di questo mondo: Tagli per decreto alla Sanità con tetto a esami e visite. Chi sgarra, secondo l’economista che piace tanto a Renzi, dovrà pagare. Il provvedimento annunciato potrebbe arrivare all’esame del Senato oggi stesso (se serve mettono la fiducia) per poi passare alla Camera. Il primo ministro che è attento all’immagine ed è sensibile ai sondaggi e pensa al modo migliore per raccogliere consenso si è affrettato a dire:  “No agli allarmismi  sulla Sanità si lavora soprattutto alla razionalizzazione e alla riduzione delle centrali di spesa”. Detta così non fa una piega. Ma il rischio è quello di vedere tagliati i servizi e vedere l’aumento dei costi delle prestazioni attraverso l’aumento dei tiket che già non sono così ininfluenti. Non che la Sanità sia immune da sprechi. Anzi. Ci sono situazioni legate proprio – per esempio – alla gestione degli acquisti di materiali o a prestazioni sanitarie che sono vere e proprie stranezze italiane. Eccone un’estrema sintesi: in una Asl di una determinata regione un inserto tibiale si paga 199 euro e un’altra 2.479, con una differenza del 1.145%. Una protesi all’anca in ceramica è pagata in una regione 284 euro e in un’altra 2.575, con una maggiorazione dell’806%? E ancora: aghi pagati tra un minimo di 9 centesimi e un massimo di 25 euro, suturatrici monouso da alcuni sono pagate 188 euro e da altri 520, garze in cotone acquistate a 2,89 euro le stesse pagate altrove a 7,47. Stranezze e non solo. Che però difficilmente troveranno la soluzione migliore. Mentre il taglio alla Sanità immaginato da Yoram Gutgeld è quello sintetizzato da Repubblica. Eccolo: “Importanti, e in qualche caso dolorosi, i provvedimenti che riguarderanno direttamente i cittadini. In primo luogo c'è il taglio delle prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali ed esami di laboratorio) non necessarie (nel linguaggio tecnico: non appropriate). Il ministero della Salute con un imminente decreto stilerà la lista delle situazioni e patologie dove analisi e approfondimenti sono necessari, se si è fuori della lista si pagherà di tasca propria”. Finiamola qui. Mentre le tasse non sono ancora tagliate, già si pensa a tagliare i servizi. Ma si badi bene: non siamo assolutamente contrari al taglio degli sprechi che ci sono eccome, negli ospedali e in generale nell’ambito della Sanità. Solo che questi probabilmente resteranno, mentre si taglieranno i servizi in barba la proclama di Renzi: “In Italia essere di sinistra significa tagliare le tasse senza tagliare i servizi”. Toh, che bella narrazione.


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