Scappa

15.10.2015 07:19

Qui Milano a te Roma. Nulla a che fare con “Tutto il calcio minuto per minuto”, semmai con quella cosa che Maurizio Crozza ha definito il “bi camorrismo perfetto”. La camorra (forse) non c’entra, ma agli arresti di Milano ha risposto Roma da par suo: altri arresti per le solite tangenti e dintorni. Un paio in galera sotto la Madunina un paio ar gabbio nelle capitale. Prevengo la possibile obiezione: dov’è la novità? In effetti la novità non c’è perché la stessa ha lasciato il posto alla squallida quotidianità. Ma se anche di fronte al tintinnio delle manette restiamo impassibili senza almeno provare un moto di rabbia vuol dire che ormai siamo assuefati alle peggiori cose. Naturalmente lo spettacolo indecoroso al quale assistiamo porterebbe a voltarsi dall’altra parte se solo ad ingrossare il malaffare non fossero soldi nostri e i mariuoli non fossero i nostri rappresentanti istituzionali. Eppure anche di fronte agli arresti della Lombardia la politica che dovrebbe marciare unita si è divisa ognuna sotto la propria bandiera. Silvio Berlusconi assicura che Mario Mantovani, che da san Vittore ha avuto almeno il buon gusto di dimettersi da vice presidente, è “una persona corretta” mentre per Matteo Salvini, il rampante uomo della ruspa  si tratta di uno “sputtanamento mediatico finalizzato a un attacco politico, magari per nascondere i problemi del Pd e le cene di Marino e Renzi”. Per Roberto Maroni l’uomo della ramazza e della pulizia in Lega quello dei  “giudici è un attacco politico”. Tutto normale, no? Più o meno stessa musica suona a Roma. Eppure se la politica fosse una cosa seria, visti i precedenti e la propensione italica al ladrocinio di Stato, sarebbe già intervenuta attraverso leggi e norme chiare e non con dichiarazioni di facciata in difesa del furfante di turno. Basterebbero appunto un paio di norme tranchant per far diminuire al minino il ladrocinio che da anni imperversa in Itala. Intanto cominciassero a mettere al primo punto una bella norma che prevede la galera vera per il politico e il burocrate di Stato beccati con le mani nel sacco. Invece, se ne parla: bla, bla, bla.. Sono secoli che ciclicamente la politica parla di norme chiare in questo campo. Le hanno fatte? A parte qualche quisquilia assolutamente no. Perché, come si dice, nisciuno è fesso a parte noi che crediamo ancora a questi venditori di fumo. E intanto mentre a Milano e Roma scattano i ferri ai polsi di politici, burocrati e imprenditori la politica a Roma che fa? Ieri il Senato (i 5Stelle contro e sulle barricate) ha dato il via libera a circa 45 milioni di euro per i “rimborsi elettorali” ai partiti per gli anni 2013 e 2014 senza che l’apposita commissione abbia verificato i bilanci come previsto dalla normativa. Ecco, queste sono le priorità della politica. Esattamente come il film Woody AllenTake the Money and Run” tradotto in Italia con  “Prendi i soldi e scappa”.


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